Non si sentono, sono silenziose. Le accumuliamo giorno per giorno, poco a poco. Ma le sostanze tossiche diffuse nell’ambiente tramite aria, acqua e cibo, sono dentro di noi, nel nostro sangue, nelle nostre cellule, nel sistema nervoso. Questo è il nostro Body Burden, il “peso accumulato nel corpo”, come lo chiama la United States Environmental Protection Agency.

A spiegarcelo è Mauro Mario Mariani, (m)angiologo, esperto di chelazione da metalli pesanti. “Sono tra i composti più pericolosi per l’uomo: è stato dimostrato che sono concausa del 65% dei decessi nei paesi industrializzati”. E l’acronimo da lui creato, PAM, suona come un colpo di pistola, non a caso.

In particolare, i metalli definiti xenobiotici come Piombo, Alluminio e Mercurio esercitano effetti tossici anche a basse concentrazioni. “Si accumulano lentamente e progressivamente negli organi come ossa, fegato, rene e nei tessuti dove esplicano la loro azione dannosa. Il loro meccanismo consiste nel bloccare l’attività di numerosi complessi enzimatici con conseguente danno metabolico ed energetico delle nostre cellule. La sintomatologia da metalli tossici è svariata e coinvolge vari organi ed apparati.

Secondo Mariani, esiste una “teoria da carico” che funge da spiegazione chiara alla malattia. Il carico che sopportiamo è fatto di errate abitudini, allergie, infezioni, stress e metalli tossici. Tutti insieme, questi 5 elementi creano resistenza cellulare e immunologica.

“La medicina tradizionale occidentale considera ancora come unica causa di qualsiasi crisi di salute l’ultima goccia che fa traboccare il vaso, cioè il fattore precipitante, trascurando la ricerca dei molti altri elementi di causa, precedenti e concomitanti. Questo approccio lineare è responsabile dei molto fallimenti diagnostici e terapeutici”.

Ma si può fare qualcosa? Ovviamente si, come dice Mariani “non è mai troppo tardi per ridurre il danno cellulare subito e ringiovanire l’intero organismo. Adottare abitudini che migliorano la salute può rallentare il processo di invecchiamento e far regredire le malattie degenerative a prescindere dall’età”.

La principale via di esposizione? La pelle!

L’assorbimento di sostanze non gradite avviene così: il composto entra e si localizza nell’organismo, viene modificato e si creano i suoi metaboliti (biotrasformazione). Il composto e i suoi metaboliti vengono eliminati attraverso i reni e il fegato. Altre vie di eliminazione sono il sudore, la saliva, l’intestino, i polmoni, il latte materno. Per composti idrofili si intende quelli con capacità di legarsi con l’acqua, mentre i lipofili sono sostanze non solubili in solventi acquosi ma in solventi oleosi.

Il piombo: infertilità e patologie del nascituro

Il piombo può essere assorbito per via cutanea, intestinale e respiratoria. La fonte principale di inquinamento da piombo rimane il traffico e l’inquinamento industriale. Tra le altre cose ricordiamo le sigarette e e vegetali coltivati in zone ad alto traffico automobilistico. Il piombo si deposita nell’organismo, nei reni, nel fegato, nel cervello e nelle ossa dove viene isolato e non esercita quindi, finché non viene rilasciato, effetti tossici. Inoltre supera la barriera placentare e raggiunge il feto, la cui sensibilità è di 40 volte superiore a quella dell’adulto. Adeguate quantità di ferro e calcio nella dieta sembrano limitare la possibilità di assorbirlo. Il progetto Sentieri del Ministero della Salute aveva analizzato le cause di morte dei lavoratori del distretto della ceramica italiano (Sassuolo e dintorni) negli anni 1995-2002, arrivando alla conclusione che l’esposizione al piombo nella produzione potrebbe avere contribuito all’eccesso di mortalità per morbo di Parkinson e ipertensione

L’alluminio: danni alla cellula neuronale

L’alluminio è molto presente nell’universo: costituisce l’8% della litosfera terrestre! Come ci contaminiamo? Attraverso sale da cucina, farina bianca, fogli, contenitori, lattine, amalgama, pentole, deodoranti, lieviti in polvere, formaggi fusi, acque depurate con solfato di alluminio. Praticamente tutti gli alimenti contengono tracce di questo metallo.

L’alluminio si lega al Dna e si deposita nel cervello, dove prova danni alla cellula neuronale! Le cellule dei pazienti afflitti da demenza senile , in particolare Alzheimer, contengono da quattro a sei volte più alluminio della media. Sino a qualche anno fa era opinione corrente che l’alluminio non venisse assorbito dall’organismo umano, per questo è stato ampiamente usato come additivo alimentare e come prodotto farmaceutico. Oggi sappiamo che può interferire pesantemente con l’assorbimento di ioni come ferro, fluoro, fosforo, calcio. Le cellule del sistema nervoso centrale hanno un metabolismo più intenso rispetto alle altre cellule dell’organismo umano e sono più sensibili all’azione tossica dell’alluminio.

Mercurio: altera le funzioni del cuore

Il 12 gennaio 2001 la FDA americana (agenzia federale per la sicurezza alimentare) avvertiva le donne in età fertile che pesci come tonno, pesce spada, contengono livelli alti di metil-mercurio capaci di danneggiare il sistema nervoso. Per questo, consigliava pesci di piccola taglia che non assorbissero grandi quantitativi di mercurio. Questo metallo viene espulso dall’organismo tramite urine, sudore, feci e si deposita soprattutto nei tessuti molli, alterando le normali funzioni del cuore e soprattutto del sistema nervoso centrale. Il mercurialismo provoca una sintomatologia sovrapponibile alle patologie neuro degenerative. Il mercurio inorganico, una volta trasformato in metil-mercurio organico, viene assorbito dagli animali acquatici e attraverso la catena alimentare raggiunge l’uomo. Uno studio della Rutgers University e del Robert Wood Johnson Medical School, pubblicato sul Journal of Risk Research, sottolinea la pericolosità di chi assume regolarmente sushi. Già il New York Times aveva diffuso l’allarme facendo analizzare il pesce crudo acquistato a New York in alcuni ristoranti e supermercati: si era giunti alla conclusione che i valori più alti di mercurio fossero nel tonno. Le otturazioni di amalgama contengono almeno il 50% di mercurio e rilasciano ogni giorno quantità di mercurio molto basse, che vanno ad accumularsi nell’organismo. Nel 2001 una ricerca dell’università di Calgary ha filmato le la rapida degenerazione dei neuroni causata dal mercurio che, come un “pacman”, si mangiava le cellule nervose.

Come si reagisce al Body Burden?

La scienza ci consente sia di analizzare il quantitativo di minerali presente nel nostro corpo, sia di eliminarlo con una terapia chelante.