Il sulforafano dei broccoli per "spegnere" i geni pro diabete - S-Drive per il Test di mappatura dei fattori epigenetici

Tutti conosciamo il potere infiammatorio e pro ossidante dello zucchero, vero veleno della società moderna.

E sappiamo oggi che il 98% delle patologie insorge per fattori epigenetici, non genetici: ovvero come mangiamo, pensiamo e viviamo può “accendere” o “spegnere” i geni di tantissime patologie.

Gli zuccheri plasmatici  ad esempio sono la principale fonte metabolica dei tumori: molto spesso pazienti affetti da neoplasie sono anche diabetici.
Il sulforafano, un antiossidante presente nei broccoli, può rallentare o addirittura invertire il diabete di tipo II. La sua  rilevanza era già evidente sull’osteoporosi, come puoi leggere qui.

Il dato  sul diabete è emerso tempo fa ma lo riproponiamo per la sua rilevanza epigenetica.

Lo studio sul diabete: topi allevati con la nostra dieta tipo


Lo studio sui topi ha   analizzato prelievi bioptici dal fegato dei roditori  diabetici.

I topi sono stati allevati con una dieta di tipo occidentale,  esattamente con un contenuto di colesterolo allo 0,15% e grassi al 42%.
Sono stati identificati 1.720 geni diversi, che hanno avuto un ruolo specifico nell’insorgenza dell’iperglicemia.

Il punto è che questi geni possiamo controllarli, perché il telecomando epigenetico è nelle nostre mani.

E possiamo decidere di “spegnere2 i geni pro diabete.

La natura epigenetica del diabete dimostrata prima “accendendo” e poi “spegnendo” i geni responsabili

Ulteriori analisi hanno permesso di restringere l‘attenzione su una serie di 50 geni collegati tra loro, finalizzati ad aumentare i livelli di zucchero nel sangue sino a configurare una condizione di diabete di tipo II.
La seconda fase dello studio ha coinvolto composti noti per la loro capacità di invertire lo sviluppo della malattia, riducendo la capacità dei geni di esprimersi in senso iperglicemico. Fra questi, il sulforafano.

Il sulforafano,  nemico dell’eccesso di glucosio

Il sulforafano è  un composto chimico abbondante nelle verdure crucifere come cavoletti di Bruxelles e broccoli : esso è  stato in grado, negli studi in questione,  di ridurre con successo la produzione di glucosio in gruppi di cellule cresciute in laboratorio.
Le prove sono state convalidate utilizzando roditori da laboratorio.
Pur essendo alimentati con una dieta ad alto contenuto di grassi e alto tenore di fruttosio, i topi cui sono state somministrate dosi di sulforafano, hanno mostrato un netto miglioramento della tolleranza al glucosio.

E questo dimostra che possiamo “spegnere” i geni dannosi, in questo caso quelli pro diabete.

Sulforafano e diabete: lo studio su esseri umani

97 pazienti con diabete di tipo II sono stati quindi sottoposti a verifica clinica.

I partecipanti hanno assunto una dose giornaliera di sulforafano, sotto forma di polvere, per 12 settimane.

I pazienti con peso normale non hanno subito modifiche sostanziali dal composto. I pazienti obesi hanno visto una diminuzione del 10% nella glicemia a digiuno al termine della sperimentazione.

Ciò significa che i pazienti sono stati in grado di ridurre significativamente il rischio di sviluppare complicazioni legate al diabete senza causare problemi gastrointestinali o altri effetti collaterali.

Gli stili di vita come prevenzione primaria. Il sulforafano per chi non riesce ad assumere metformina

Cambiare stile di vita, mangiare sano, praticare regolarmente esercizio fisico e mantenere un peso sano, sono gli accorgimenti primari per contrastare il cancro e il diabete. Ognuno di noi dovrebbe essere cosciente della facoltà di “accendere” o “spegnere” i geni responsabili delle malattie per una parte immensa, pari a oltre il 90%.

Tuttavia molti pazienti hanno bisogno dell’aiuto di terapie farmacologiche per stabilizzare i livelli di zucchero e di insulina nel sangue.
Attualmente, il miglior trattamento per il diabete di tipo II è la metformina: molti pazienti diabetici in sovrappeso sono in grado di assumere questo farmaco.
Circa il 15% di tali pazienti però  presenta anche una riduzione della funzione renale.
L’assunzione di metformina potrebbe causare ritenzione di acido lattico. Questo porta ad acidosi lattica, una condizione clinica che provoca nausea, dolore addominale, respirazione superficiale, dolori muscolari e crampi, grave affaticamento fisico.

Per coloro che non sono in grado di assumere una terapia standardizzata, il sulforafano potrebbe essere una valida alternativa.