Se l’ipossia, ovvero la mancanza di ossigeno, è la causa della malattia, deduciamo che avere abbastanza ossigeno sarebbe il primo passo da compiere per stare bene!
La giusta quantità di ossigeno nel corpo, capace di garantire la adeguata respirazione cellulare, si chiama normossia.
Sonno, movimento e alimentazione sono le tre chiavi per avere un quantitativo di ossigeno adeguato nel corpo. Il cosiddetto “stile di vita” non è una bazzecola: è la chiave della tua salute!

1)Esercizio fisico adeguato
Perché il movimento è determinante per avere ossigeno? Perché favorisce la respirazione polmonare e il benessere mentale ed è positivo per la circolazione sanguigna.
Va distinto il normale movimento, che dovrebbe essere di mezz’ora al giorno minimo (perfetta la camminata veloce) dall’allenamento.
La camminata veloce ovvero il movimento va svolta senza eccedere rispetto ai parametri del proprio fisico: migliora il ritmo respiratorio e i parametri cardio respiratori se fatta in modo costante. Dopo qualche settimana infatti lo stesso percorso costa molta meno fatica!
Invece, l’allenamento sportivo ha un focus e andrebbe fatto seguendo i consigli di un preparatore atletico. In particolare, bisogna evitare di andare oltre lo sforzo massimale per il corpo e per la propria capacità cardio respiratoria. Altrimenti si rischia di produrre un danno a livello muscolare e una acidosi tissutale (acido lattico) che testimonia una carenza di ossigeno o anaerobiosi.
Lo zucchero viene immagazzinato come glicogeno e le riserve sono stivate nel muscolo e nel fegato. Un esercizio svolto nel rispetto del corpo permette di sfruttare il glucosio muscolare.
Molto dipende altresì dal tipo di allenamento: ad esempio un maratoneta deve dare carboidrati al muscolo, a seconda dello sforzo si assumono sostanze e integratori diversi.
Quando si fa uno sforzo che utilizza tutti gli zuccheri disponibili, per ristorare il muscolo bisogna mangiare subito: ad esempio carboidrati a lento utilizzo. Per questo serve l’assistenza di un professionista che ci guidi a seconda del nostro organismo e del nostro allenamento.

2)Tecniche di respirazione
Ogni minuto noi compiamo circa 14 atti respiratori (inspirazione ed espirazione): un allenamento adeguato, ad esempio le tecniche yoga, porta la media a 6 o 7.
Si impara a respirare guidando il polmone a usare l’ossigeno in modo ottimale e a espellere CO2 in maniera efficace.
Atti respiratori troppo frequenti o affannosi portano infatti ipercapnia, acidosi respiratoria.
Una buona respirazione è anche un modo per sviluppare maggiormente i mitocondri, ovvero i motori delle nostre cellule.

3)Sonno
La notte è il momento ottimale per avere una buona ossigenazione. A patto che si dorma almeno 7 ore senza interruzioni. Il momento peggiore per interrompere il sonno è fra la 1 e le
3, perché gli ormoni sono al lavoro. Anche la posizione conta: dormire pancia in su favorisce apnee che portano a problemi respiratori. L’ideale sarebbe addormentarsi prima di
mezzanotte, avendo cenato massimo entro le 19.30. Perché anche l’intermittent fasting, ovvero il digiuno intermittente che si ottiene lasciando libero l’organismo dalle 20 alla mattina
dopo, è molto rilevante per l’ossigenazione del corpo.

4)Alimentazione e intermittent fasting (no food dalle 19 alla mattina dopo)
Una cena leggera, ingerita entro le 19.30 per lasciare il corpo libero dall’attività digestiva al momento di coricarsi e per consentirgli 12 ore di “vuoto”.
Lo scopo? La rigenerazione dei mitocondri!
Ovvero i motori delle cellule, fondamentali per la produzione di energia. Non è un mistero che
le popolazioni più longeve seguano i ritmi circadiani e mangino correttamente: ottima colazione, buon pranzo e cena frugale.
Non mangiare a colazione è negativo: si va in carenza di energia e questo incide anche sulla vita cerebrale. Il cervello ha bisogno di glucosio per la resa energetica e la mattina è il momento migliore. Gli ormoni che smaltiscono gli zuccheri lavorano in modo ottimale dal risveglio alle 17
Naturalmente, non possiamo che ricordare la potenza di CellFood nel veicolare l’ossigeno alle cellule: si tratta di un integratore ritenuto a giusta ragione salva vita. Perché cellule che respirano nel modo adeguato sono il miglior antidoto contro l’insorgere e il progredire della malattia.

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