E’ possibile difendersi dai campi elettromagnetici?
Trattandosi di fisica, lo si può fare ricorrendo proprio alla fisica.
Esiste una piccola scheda che funziona sulla base dei principi biofisici e che riesce ad armonizzare onde che non sono compatibili con la nostra biologia.
Si chiama Vitalizing card e sfrutta proprio ciò che sta alla base della materia: le onde.
Tutto è frequenza: dalla Terra alle cellule
La fisica da inizio 900 ci spiega che alla base della materia ci sono non solo particelle, ma onde.
Anche le nostre cellule, in quanto materia, hanno una frequenza, esattamente come il cuore e il cervello.
Le onde alfa del cervello umano sono comprese fra 6 e 8 Hz. Risuonano con la frequenza del pianeta Terra, che è pari a 8-8 Hz.
Quando andiamo a farci una risonanza magnetica, sperimentiamo che il nostro organismo “risuona” con il nuovo campo magnetico: gli atomi di idrogeno delle cellule seguono la nuova frequenza.
Siamo esseri bioelettrici.
Le frequenze della corrente elettrica normale sono sui 50Hz e già provocano variazioni nella biologia umana.
Quando parliamo dei MegaHerz (o dei GigaHerz) delle attuali onde, parliamo di un impatto che non è mai avvenuto e di cui non conosciamo le implicazioni.
Difendersi dai campi elettromagnetici: lo stress ossidativo
I campi elettromagnetici -così come numerosi altri fattori epigenetici- alterano l’equilibrio REDOX, ovvero portano le cellule in stress ossidativo.
Il termine stress ossidativo o “squilibrio REDOX” indica l’insieme delle alterazioni che si producono nei tessuti, nelle cellule e nelle macromolecole biologiche quando queste sono esposte ad un eccesso di agenti ossidanti.
Se le difese antiossidanti della cellula e dell’organismo sono insufficienti e la situazione di stress è prolungata, l’eccesso di ROS e RNS può generare alterazioni vitali che a lungo andare diventano irreversibili.
Così, iniziano a configurarsi i segni della senescenza cellulare, cui si associano molteplici disordini di tipo cronico degenerativo.
“Tutti gli insulti alle cellule si risolvono in una alterazione dello stress ossidativo”,
dice Fiorenzo Marinelli, uno dei massimi esperti europei di campi elettromagnetici e loro influsso sulla biologia, ricercatore del CNR dal 1986 presso il CNR, membro dalla fondazione dell’ICEMS, International Commission for the Electro Magnetic Safety, Evaluator membro della Commissione europea per i progetti di ricerca sui campi elettromagnetici.
L’impatto dei GigaHerz nella vita reale è davvero misurabile?
Qual è l’effetto quando parliamo di miliardi di pulsazioni al secondo e di frequenze estremamente alte?
Due decani della fisica, Kuster e Neufeld, hanno lanciato un allarme, scrivendo su Health Fisics che i modelli di calcolo usati per valutare i limiti di esposizione non sono applicabili a frequenze del 5G: gli algoritmi di emissione sono diversi dalle onde attuali. Non si possono fare previsioni sulle quantità di campo irradiato sulle persone che usano 5G. La differenza fra 4G e 5G consiste nel fatto che fino al 4G si irradia il territorio e si può fare una misurazione, con il 5 e il 6G l’ antenna emette un fascio direzionale verso l’utente.
Per chi cercasse valide ragioni per difendersi dai campi elettromagnetici, il Bioinitiative Report unisce gli studi di ben 29 scienziati e fa un sunto piuttosto esaustivo: vengono riportati effetti sulla riparazione del DNA, sulla funzione immunitaria, sui tumori, sulla neurologia, sui meccanismi metabolici, sulla risposta allo stress, sull’espressione proteica, sulle leucemie infantile. Sono inoltre intaccate fertilità, salute del feto per le donne in gravidanza ed emergono problemi legati alla sindrome dello spettro autistico.
La fisica ci viene in aiuto con una piccola grande scheda.
Una scheda per difendersi dai campi elettromagnetici. Per capire il suo funzionamento bisogna comprendere due nozioni di fisica.
Siamo immersi in onde e alla base della materia stessa ci sono onde.
La meccanica quantistica nel 900 confutò completamente la fisica Newtoniana, rivelandoci che la materia assume l’aspetto sia di particella sia di onda.
Ogni particella di materia può essere descritta da una funzione d’onda. Dopo Max Planck, che parlò di quanti (piccole quantità di energie emesse), sono state numerose le ricerche: il francese Luc Montaigner ha dimostrato non solo che il DNA emette le proprie informazioni tramite i campi elettromagnetici ma che sequenze di DNA possono indurre segnali elettromagnetici di bassa frequenza nell’acqua, che poi ne mantiene la memoria
Il premio Nobel Robert Penrose ci parla dei microtubuli, autostrade dell’informazione attraverso le cellule che emettono una computazione quantistica a qubits seguendo la serie di Fibonacci.
Tutto in noi è elettromagnetico…e lo vediamo quando andiamo a fare una risonanza magnetica nucleare in ospedale: gli atomi di idrogeno delle cellule seguono il nuovo campo impostato dal radiologo.
Vitalizing Card: la scheda per difendersi dai campi elettromagnetici
La Vitalizing Card è il risultato della ricerca biofisica, applicata alla fisiologia. Laddove le onde di altissima frequenza producono una discordanza, essa riarmonizza il campo.
Come si ricreano le frequenze naturali, racchiudendole in una piccola scheda? Il processo implica l’unione di diversi minerali naturali, di matrice antica, alle forme d’onda e alle risonanze fotoniche.
I minerali di forma esagonale vengono dapprima fusi e legati strutturalmente tra loro a livello molecolare.
Il composto viene quindi integrato con numerose risonanze, create con le tecniche del fascio fotonico, per essere poi legato con fusione ad alti livelli di calore. La scienza crea una forma d’onda a risonanze naturali, lunga e duratura.
Come ha affermato il dottor Sergio Stagnaro, padre della semeiotica medica:
“le radiazioni E-M deboli a bassa frequenza, emesse dalla scheda sono biocompatibili, nel senso che la loro frequenza ed intensità perfettamente si intreccianno sovrapponendosi con le radiazioni biologiche, incrementandone il potere informativo in maniera quantica”.
Basterà passare la scheda attorno al corpo per riarmonizzare il proprio campo di frequenza. O utilizzarla per riarmonizzare l’acqua, rendendola idratante e purificandola.
Scheda riarmonizzante: una questione di spin
L’energia dello spinning, integrata nella scheda mediante una tecnologia brevettata, porta alla trasmissione d’onda. La Vitalizing Card presenta due campi di vortice di energia, emanati dalla bobina di spettro. La parte superiore crea uno spin antiorario, mentre la base produce uno spin orario. La natura stessa usa uno spin antiorario per consentire espansione e crescita, benessere e salute, stabilendo armonia fra gli organismi e il campo biologico.
Inoltre, la Scheda è in grado di trasferire il vortice di energia all’acqua in stato liquido, per consentire la formazione di molecole dell’acqua strutturata, note come fullereni.
Questo rende l’acqua idratante, consentendole di penetrare nelle cellule, nei tessuti e negli organi. L’acqua presente nel corpo umano risponde subito al vortice di energia trasferito ad esso dalla Vitalizing Card.
Essa, agendo sui meridiani di energia, migliora concentrazione e memoria, diminuendo lo stress: è stata calibrata sulle onde alfa, che entrano in risonanza con l’attività dell’emisfero destro.
Non solo per difendersi dai campi elettromagnetici: ulteriori benefici della scheda
L’energia che la Vitalizing Card è in grado di muovere, migliora l’idratazione del derma, contribuendo a ridurre rughe e cicatrici. Consente la penetrazione negli strati sottocutanei.
Essa ripristina il movimento muscolare, riducendo i processi infiammatori.
Migliora la qualità del sonno.
La bio acqua è inoltre nota per modificare lo stato di vibrazione di organi e sistemi colpiti da patologie croniche.
Bibliografia
Effetti dell’esposizione ai campi elettromagnetici sul sistema di difesa antiossidante
Transduction of DNA information through water and electromagnetic waves, Electromagn Biol Med
