L’apparato digerente ha un forte connessione con il nostro sistema neurovegetativo.
La fase iniziale della digestione è cranica, ma la produzione di acido cloridrico avviene attraverso il nervo vago, come spiega il dottor Bartolomeo Allegrini, uno degli insegnanti di punta della Scuola di Alta Formazione Epigenetica.
La difficoltà che viviamo oggi, ovvero la costante prevalenza del sistema simpatico a discapito del vago, mette in difficoltà l’apparato digerente
Le parietali dello stomaco si attivano a produrre acido cloridrico con la stimolazione vagale: un essere umano produce uno o due litri al giorno di succo gastrico (pepsinogino, cloridrico e muco per la protezione della parete gastrica).
Il nervo vago entra in una regolazione globale del meccanismo: una condizione stressogena può portare a modulazioni particolari del vago”.
Il nervo vago è il decimo paio dei nervi cranici presenti negli esseri umani, nonché il principale rappresentante delle fibre nervose che compongono il sistema nervoso parasimpatico.
Il vago stimola la quiete, il rilassamento, il riposo, la digestione e l’immagazzinamento dell’energia.
Digestione, nervo vago e stress
Sotto stress possiamo produrre quasi 50 ml in un’ora di acido cloridrico, contro i pochi ml di una condizione normale.
Al pari, “il sistema nervoso vegetativo gestisce -attraverso il vago e il simpatico- il controllo dell’acidità del cibo digerito e questo controllo viene attuato sia sulle cellule mucose dello stomaco sia sulle ghiandole di Brunner (esse producono un muco alcalino che serve a proteggere la mucosa intestinale dall’acidità del chimo gastrico, ndr).
“Il parasimpatico stimola il muco, il simpatico lo inibisce” prosegue il dottor Allegrini, ricordando come ogni cosa nel nostro organismo sia frutto di un equilibrio. Anche la digestione.
“L’inibizione della produzione di muco è alla base di tante ulcere peptiche, così come di duodeniti. È essenziale, quando si parla di digestione, capire quanto il paziente sia in sbilanciamento neurovegetativo”.
Il rispetto dei ritmi alimentari e la peristalsi
Una buona digestione, come abbiamo visto, viene da un equilibrio fra simpatico e parasimpatico, con forte coinvolgimento del nervo vago.
Oggi non si ha rispetto dei ritmi alimentari, spesso si mangia velocemente, magari in piedi, facendo altro.
La peristalsi gastro intestinale viene condizionata dal sistema nervoso, in conseguenza di quelle che sono fasi di alternanza fra simpatico -che gestisce la contrazione (serotonina)- e il parasimpatico (ossido nitrico) che favorisce a distensione” .
La peristalsi è la contrazione ordinata e coordinata della muscolatura liscia presente in organi tubulari, capace di determinare un movimento ondoso che consente alle sostanze contenute in questi organi di procedere in un determinato senso.
Lo stress è alla base di problematiche croniche digestive, reflusso, stipsi, cattiva produzione energetica per mancato recupero notturno, possono
Esso si attiva molto facilmente sulla pancia, portando a una cattiva produzione di succo pancreatico (ricco di bicarbonati alcalini): spesso la condizione diventa acidosi intestinale e pone le basi per infezioni da helicobacter pylori.
Asse intestino cervello: ecco perché nella digestione il vago è importante
Gli organi viscerali non sono solo sede di attività funzionali metaboliche: essi sono in profonda correlazione con il piano emotivo. Non si tratta di ipotesi fantasiose, ma di scienza: Candace Pert, ha istituzionalizzato le conoscenze che già venivano da medicine antiche come quella cinese. Le sue ricerche in ambito neurofisiologico confermano in funzionamento dell’asse intestino cervello e il legame fra cervello enterico e cervello di testa.
Il sistema nervoso enterico, che controlla tutti i processi digestivi, è infatti composto da cento milioni di cellule nervose. Ed è proprio su ormoni e neurotrasmettitori, come la serotonina, che il nervo vago consente lo scambio di informazioni fra cervello di pancia e sistema nervoso.
“Gastrina, colecistochinina, bombesina, sono mediatori importanti, funzionali a zone presenti nel sistema limbico, quali l’amigdala. La colecistochinina ad esempio è un peptide importante nella secrezione di enzimi pancreatici e nel controllo dei centri della fame e della sazietà. Tale ormone stimola anche la bile ed inibisce anche la liberazione di adrenalina. Sotto azione vagale viene stimolato anche il pancreas”.
Questi neurotrasmettitori e mediatori sono presenti, come specifica Allegrini, “anche nelle cellule del sistema nervoso endocrino. Perciò, possiamo gestire l’aspetto endocrino intestinale come elemento globale, non più considerare la gastrina solo come elemento utile alla produzione di acido cloridrico, ma guardare a interconnessioni fra l’asse endocrino, quello nervoso e quello immunitario, come ci insegna la PNEI”.
Test SDrive: un supporto importante per comprendere gli equilibri dell’organismo
Come sapere se un problema di digestione è in qualche modo legato al vago, a uno squilibrio neurovegetativo?
Oggi la tecnologia mette a nostra disposizione strumenti straordinari, come il test del marcatori epigenetici SDrive: dal bulbo di tre o quatto capelli, in 15 minuti, si ha uno screening totale dell’organismo che comprende tutti i sistemi del corpo.
Attraverso un esame del genere vengono immediatamente segnalate difficoltà di sonno, squilibri neurovegetativi e alterazioni dell’asse intestino cervello.
“Quando abbiamo un sovraccarico di tensione, viene disturbata la peristalsi. Il test del bulbo si offre diversi indicatori, ad esempio calcio e magnesio. Quando parliamo di serotonina, ci segnala il triptofano.
O ancora, l’ossido nitrico è un modulatore durante le ore notturne, nell’apparato digerente gestisce la parasimpaticotonia. Segnalazioni su amminoacidi come arginina e citrullina ci segnalano una difficoltà di recupero notturno.
Abbiamo bisogno di serotonina per attivare la fase simpatico-tonica e di ossido nitrico per attivare quella dilatativa. Un sistema cerebrale disteso determina un buona afflusso di sangue in area digestiva. E il contrario”.
