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Tossine, nemiche della performance sportiva(e come levarle)

Le tossine –soprattutto quelle non metabolizzabili- sono nemiche dell’organismo e vanno drenate ed espulse. Ovviamente, le tossine sono grandi nemiche anche della performance sportiva, perché creano patologia, infiammazione, deterioramento dell’energia.  Affaticano il corpo.

Quando il rendimento è massimo, il rischio di lesioni è minimo, l’infiammazione è bassa e l’energia è alta.

Come si ottiene un risultato del genere? Il sogno di ogni sportivo, di ogni allenatore.

Gli atleti –o chi fa sport a livelli alti- sono soggetti a stress ossidativo e surrenale, il loro corpo deve performare al massimo. Significa che le cellule devono produrre tanta energia, servono ossigeno e nutrienti in quantità ottimale.

Di solito si presta attenzione solo agli elementi chimici nei fluidi e nei tessuti, dimenticando che gli esseri umani sono anche energia ed emozioni.

Soprattutto, dimenticando che se non funzionano bene i mitocondri, il motore delle cellule, la macchina metabolica subirà contraccolpi.

Metalli pesanti: neuro tossici e infiammatori

Si accumulano lentamente e progressivamente negli organi come ossa, fegato, rene e nei tessuti dove esplicano la loro azione dannosa. Il loro meccanismo consiste nel bloccare l’attività di numerosi complessi enzimatici con conseguente danno metabolico ed energetico delle nostre cellule.

Così, il dottor Mauro Mario Mariani, esperto di metalli tossici ed epigenetica, spiega l’effetto di sostanze come piombo, alluminio, mercurio. Sostanze xenobiotiche, tossine nemiche della vita e non metabolizzabili, che l’organismo –non riuscendo ad espellerle- “stocca” dove può.

Insieme, questi metalli tossici creano il cosiddetto Body Burden, un peso che vessa il sistema immunitario, endocrino, neurologico nonché la produzione di energia.

Chi vuole approfondire gli effetti dei metalli tossici clicchi QUI.

Per leggere perché è fondamentale drenare le tossine, cliccare QUI.

Abbiamo rimedi? Si, L’epigenetica ci consente non solo di rilevare le carenze e gli squilibri di un organismo ma di capire come rimediare. Ad esempio, sapendo che adeguate quantità di ferro e calcio consentono di limitare l’assorbimento del piombo, il medico potrà disporre la giusta integrazione. Ma alla luce di una visione complessiva dell’organismo.

Certo è che le tossine solo nemiche silenti della performance sportiva e vanno dapprima individuate, quindi eliminate.

Campi elettromagnetici: un ossidatore potente

Campi elettromagnetici come quelli attuali, lontanissimi dalle frequenze della nostra biologia, sono ossidatori cellulari potentissimi. La bibliografia è vastissima. Fra i 7,8 Hz della frequenza di Schumann e i miliardi di Herz dell’attuale telefonia il divario è troppo vasto per non incidere sulla biologia cellulare.

Preziosa, la testimonianza del dottor Estebàn Peiro, nutrizionista sportivo e medico epigenetico di altissimo livello, che allena atleti di squadre come Barcellona, Liverpool, PSG, Bayern Monaco, nonché piloti di F1  e tennisti.

I CEM  generano campi che alterano le sinapsi e la cellula, il metabolismo del sonno:  non si raggiunge il recupero enzimatico e cellulare.

Inoltre, il WI-FI provoca la morte di numerosi batteri dell’apparato digerente, “provocando uno squilibrio nel microbiota che provoca bassa produzione di ormoni; perché i batteri sono precursori di ormoni emozionali”.

Perciò, una performance ottimale viene spesso silenziosamente impedita da tossine nemiche della salute, fra le quali i campi elettromagnetici.

Non solo tossine: anche le carenze sono nemiche della performance

Nello sport ad alto rendimento per raggiungere l’ottimizzazione bisogna ridurre l’infortunio. E sono importanti cofattori come alimentazione, vitamine, minerali, acidi grassi, antiossidanti. In questi anni abbiamo visto atleti che sembravano perfetti dal punto di vista chimico ma l’atleta non si sentiva in condizione ottimale.

Perciò la domanda da porsi non è solo “quali carenze nutrizionali ho” e “ho tossine che bloccano la mia energia”. Ma altresì quale sensibilità cellulare ha l’atleta.

“La prevenzione è dare alle cellule ciò che domandano perché non si deprimano”.

La correzione dei carichi ci permette una angolazione he prima non vedevamo. I risultati, con i miei atleti, sono spettacolari.

Tempi di recupero, meno massa grassa, più massa muscolare tendini e ossa molto più in salute: ecco i risultati. Ma come conseguirli?

SDrive: l’epigenetica come alleato

La tecnologia, insieme alla AI, ci consente oggi di leggere l’organismo in cinque minuti. Una tecnologia potentissima, nuova, che riesce a scattare un’istantanea di oltre 800 fattori epigenetici partendo dal bio marcatore più potente che abbiamo, il bulbo del capello.

Il test dei fattori epigenetici SDrive unisce biofisica e intelligenza artificiale, leggendo lo straordinario archivio che è il capello –ove sono depositate tutte le frequenze degli elementi con cui entriamo in contatto: alimenti, sostanze chimiche, metalli pesanti, campi elettromagnetici, stressogeni.

SDrive, collegato a un sistema di AI che elabora migliaia di dati in pochi minuti, non è un test quantitativo, non legge dati chimici: è una bussola infallibile. Il medico ha a disposizione dati che gli consentono di prevenire, detossinare, andare alle cause della potenziale patologia. Sintesi proteica, metabolismo degli zuccheri, sonno, emozioni, sistema cerebrale, idratazione cellulare.

Carenze nutrizionali: vitamine, amminoacidi, antiossidanti, acidi grassi e infiammazione.

Metalli pesanti, campi elettromagnetici, idrocarburi e sostanze chimiche. Infine, tutti i sistemi del corpo: endocrino, gastro intestinale, adrenergico, muscolo scheletrico, immunitario.

Uno strumento straordinario per ottimizzare la performance sportiva

Con SDrive, il medico, il biologo nutrizionista, hanno un navigatore perfetto che può guidarli alla risoluzione di ogni problema nell’organismo.

Il sistema offre un piano nutrizionale a 90 giorni, che segnala gli alimenti difficili da processare per l’organismo in quel lasso di tempo.

Ogni essere umano è un sistema biologico dinamico, che cambia con emozioni, alimentazione, interferenze, stress.

Solo considerando la parte bio energetica insieme a quella chimica, che da essa deriva, potremo ottenere performance al top.

Attenzione: non si tratta di un test quantitativo. Si tratta di un test di risonanza che comprende tutto l’organismo e legge la biologia in modo dinamico. Uno strumento prezioso per orientare il medico all’integrazione, a quali esami clinici disporre, a quali rimedi ricorrere per rimettere il sistema in equilibrio.

Per maggiori informazioni sul report clicca QUI.

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