I problemi metabolici sono sempre più acuti nelle persone ma nessuno parla loro degli antiossidanti che servono per prevenirli o dei minerali e delle vitamine che non possono mancare nell’organismo.
La sindrome metabolica nel mondo è cresciuta dall’11,9% nel 2000 al 28,4% nel 2023 e non smette di aumentare.
Che cosa scompensa il metabolismo? Fondamentalmente, tutti i problemi metabolici affondano le radici in due fattori: ossidazione e glicazione.
Dislipidemie, diabete, obesità, insulino resistenza, sono tutti figli dell’infiammazione cronica silente.
Possiamo prevenire? Si. Ma per farlo dobbiamo colmare le carenze di minerali e vitamine, oltre che riequilibrare gli antiossidanti.
I minerali alcalini sono fondamentali per evitare la sindrome metabolica. E anche le vitamine.
Un piccolo esempio?
Il magnesio leva il glucosio dal sangue, ma la fluorizzazione dell’acqua se lo porta via. E’ un minerale che va integrato sempre.
Il sodio attiva l’assorbimento del glucosio a livello intestinale e favorisce picchi glicemici: quanto sale consumate?
Vitamina C ed E sono potenti antiossidanti, prevengono la formazione dei letali AGEs, molecole tossiche che si formano quando gli zuccheri si legano a proteine o grassi nell’organismo.
Agricoltura intensiva e carenza di minerali
I cibi processati portano carenze croniche. Vengono a mancare minerali fondamentali.
Ad esempio, lo zinco regola il metabolismo dell’insulina. Il manganese è strettamente connesso alla tolleranza al glucosio: se manca, è facile che saremo scarsamente tolleranti. Il manganese infatti migliora il metabolismo glucidico.
Una tendenza all’ipertensione fa spesso pensare a una carenza di potassio, mentre il cromo in caso di insulino resistenza è provvidenziale.
Un eccesso di cloro aumenta la pressione sanguigna.
I minerali devono essere controllati a livello sistemico: significa che anche se una sostanza è presente nel sangue, non sempre viene trasferita alle cellule per problemi recettoriali. E un esame del sangue non basta.
Problemi metabolici: nel network degli antiossidanti ci sono le vitamine
Le vitamine del gruppo B sono fondamentali per far funzionare il metabolismo. Ad esempio, l’inositolo presente nella frutta secca è importante per risposta all’insulina. Quando l’insulina si lega al recettore sulla superficie della cellula, attiva l’inositolo – in particolare il mio inositolo. Essa trasmette il segnale all’interno della cellula; ebbene, in condizioni di insulino resistenza questo sistema di comunicazione si inceppa. L’integrazione di inositolo ripristina la funzionalità di questi messaggeri.
Un’altra forma di inositolo promuove la sintesi e l’immagazzinamento del glucosio sotto forma di glicogeno nei muscoli e nel fegato.
La Biotina o B7 invece dà supporto al metabolismo energetico e favorisce l’azione degli enzimi che utilizzano il glucosio. Non cuocere bene l’albume dell’uovo è deleterio perché blocca l’assorbimento della Biotina, così come la bloccano alcol e antibiotici.
La B3 -Niacina, acido nicotinico e nicotinammide- è un vasodilatatore, partecipa alle reazioni del metabolismo cellulare. Anche qui, attenzione agli alimenti: il mais blocca l’assorbimento della niacina.
Anche le vitamine A e D sono fondamentali per la prevenzione dei problemi metabolici.
Vitamina D -o colecalciferolo- oltre a essere immunomodulante, antitumorale e antidepressiva, migliora la sensibilità insulinica.
Numerosi studi collegano la carenza di questa vitamina alla insulino resistenza integrarla qualora carente aiuta a controllare i livelli di zucchero nel sangue. Dosaggi giornalieri superiori a 2000 UI di colecalciferolo portano a un marcato miglioramento del compenso glicemico.
Inoltre la vitamina D supporta il metabolismo degli acidi grassi e dà un aiuto al pancreas agendo sulle cellule beta pancreatiche, che possiedono recettori per accoglierla.
La D mitiga inoltre l’infiammazione di basso grado che ostacola la risposta cellulare all’insulina.
Le meraviglie antiossidanti di vitamina C ed E combinate
La vitamina C e la E, combinate, prevengono la formazione dei pericolosissimi AGE, prodotti finali della glicazione avanzata. Si ha glicazione quando lo zucchero si lega alle proteine: ebbene la C inibisce la reazione di glicazione competendo con il glucosio. E facendo questo protegge il corpo da uno dei fattori di infiammazione patologia più letali in assoluto.
Mentre la E protegge le membrane cellulari dalla perossidazione lipidica, processo di ossidazione a catena che colpisce i grassi delle membrane cellulari; a compierlo sono i radicali liberi e porta alla perdita di integrità strutturale e funzionale della cellula.
Problemi metabolici: quali comportamenti sono dannosi e pro ossidanti?
La sindrome metabolica aumenta perché viviamo in un ambiente pro ossidante. Stress psichico, cibo raffinato, campi elettromagnetici, sostanze chimiche, alcol e fumo sono tutti fattori pro ossidanti.
Ma ci sono comportamenti che ci vengono naturali, a dimostrarsi deleteri in un ambiente già critico per l’equilibrio dell’organismo.
I cibi bruciacchiati o troppo cotti creano AGEs.
Al pari, i prodotti da forno precotti e il burro fritto sono portatori di AGEs.
I soft drinks, a causa dell’eccesso di fosfati, riducono l’assorbimento del calcio, minerale alcalino essenziale insieme al magnesio.
Caffè e alcol riducono l’assorbimento del calcio.
Un eccesso di formaggi favorisce l’acidificazione sistemica; per tamponarla si ha il rilascio di calcio e fosfato dalle ossa, a meno che non si mangino tante verdure.
Il cortisolo trasforma le proteine in glucosio: esso è quindi iperglicemizzante.
Integrare è importante: ma come si fa a conoscere con precisione le carenze?
Di quali minerali manchi? Di quali vitamine sei carente? Sei in stress ossidantivo? Hai abbastanza antiossidanti? Cosa integri se non sai quali sono le lacune del tuo organismo?
Oggi la tecnologia ci consente di procedere con certezza. E mette a disposizione dei medici e dei professionisti della salute un test in grado di rilevare con certezza, in 5 minuti, tutte le carenze nutrizionali del nostro sistema.
Si chiama SDrive, unisce biofisica e AI e parte dal bulbo del capello, il biomarcatore più potente che abbiamo. Non solo per evidenziare lacune di minerali, ma per rilevare le centinaia di fattori epigenetici che stanno squilibrando l’organismo: metalli pesanti, campi elettromagnetici, virus, batteri e muffe, infiammazione cronica silente.
Oltre, naturalmente, a dirci quali minerali, vitaine, amminoacidi, antiossidanti sono in carenza nel sistema. Non si tratta di una misurazione quantitativa nel sangue, ma di una visione panoramica su tutto il sistema corpo. Nelle mani del medico, SDrive diventa una bussola per orientare alla prevenzione e alla salute.
