Viviamo di più, ma aumentano le malattie croniche.
È innegabile che siamo più longevi. Altrettanto innegabile è che il 45% degli italiani ha una o più malattie croniche e che la fertilità è a rischio.
Come mai? La risposta, chiara da oltre 20 anni, sono le 120.000 molecole tossiche inserite dall’uomo nell’ambiente. Il particolato ultra fine che supera gli alveoli e entra nella barriera emato encefalica e nelle placente, sprogrammando la vita nel concepimento. Gli stressori che attivano l’asse ipotalamo surrene.
Insomma, l’ambiente.
Un tempo, a causa di condizioni pessime di igiene e di malsanità diffusa, il problema erano le malattie acute causate da batteri e patogeni. Lì, la medicina ha iniziato a concentrarsi sull’apporto farmacologico, scordandosi del fattore ambientale. Esso è considerato nei contesti di medicina del lavoro, per nicchie a rischio.
Invece la scienza epigenetica ci dice da oltre 20 anni che il 98% dell’espressione dei geni dipende da fattori ambientali: come mangiamo, come pensiamo (fondamentale!), che tipo di vita conduciamo.
Ma non dipendeva tutto dal DNA?
Il dogma centrale della biologia è obsoleto. Ormai, anche grandi istituzioni come AIRC ammettono che malattie degenerative come il cancro hanno anche una matrice epigenetica.
La biochimica, espressa con perizia anche da grandi premi Nobel, ci dimostra come l’assenza di ossigeno, detta ipossia, abbia un impatto determinante nella degenerazione cellulare che chiamiamo cancro. Il DNA è il nostro alfabeto, la sequenza di base. Ma il libro della salute che scriveremo dipende per oltre il 90% da fattori ambientali.
Persino un’attività sportiva regolare modifica l’espressione genica, nella fattispecie diminuisce i rischi legati a malattie cardiovascolari, al diabete e a particolari condizioni neurologiche. Quindi, la domanda “perché viviamo di più ma aumentano le malattie croniche” trova risposta nei meccanismi epigenetici.
Il dogma di Crick, che vedeva una sola via -DNA-RNA-proteine, è superato: la via è doppia, l’ambiente comunica con le nostre cellule ed elementi distorti portano al DNA informazioni distorte. Se ingeriamo bisfenolo A, componente di bottiglie e vaschette di plastica, mentre aspettiamo un figlio, rischiamo che la sostanza interferisca con i suoi ormoni.
L’infiammazione cronica silente di basso grado, provocata da decine e decine di fattori, è il nemico da combattere
Viviamo di più, ma aumentano le malattie croniche: il convegno di Malpensa fa il punto
Il titolo è chiaro: La Rivoluzione Epigenetica per la Longevità e la Salute della future generazioni.
E la risposta è nel sottotitolo: l’approccio clinico integrato per il supporto e la prevenzione.
Non esiste DNA spazzatura. Il genoma è vivo e comunica con l’ambiente. L’infiammazione legata a fattori come stress, inquinanti, campi elettromagnetici, cibo contaminato, rende il materiale genetico più vulnerabile.
Non eravamo programmati per processare arsenico, mercurio, frequenze di Mega o Gigawatt. La cellula, alla base della salute -e con essa il suo motore, il mitocondrio- viene alterata nei suoi equilibri e inizia quella dissonanza che chiamiamo malattia.
Giorgio Terziani, organizzatore del convegno, introduce definendo il peso di questo impatto ambientale. Poi, si susseguono gli altri interventi:
Damiano Galimberti – Le linee guida per la longevità
Francesco Balducci – La medicina rigenerativa antiage
Salvatore di Meglio – esposoma ambientale e malattie cronico degenerative
Simona Nava – I primi mille giorni di vita
Monica Greco – La modulazione epigenetica dello spettro autistico
Vincenzo Soresi – Stress mitocondriale e antibiotici
Infine, un intervento non medico, ma illuminante sotto il profilo umano. Fabio Mancini, uno dei modelli favoriti di Giorgio Armani, si connette al tema parlando di Responsabilità sociale e individuale, fra cultura, immagine e tecnologia.
