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Perché la medicina del futuro sarà frequenziale

La medicina del futuro sarà frequenziale, anzi, in parte lo è già -per una nicchia di medici che vanno alle cause profonde della malattia e cercano di prevenirla.

Sentiamo spesso nominare la parola “frequenze” o l’aggettivo “frequenziale”, senza sapere che definiscono anche il nostro organismo.

La domanda da porsi è: di cosa siamo fatti? Di cosa sono fatti cellule, organi, tessuti? A quali leggi risponde il nostro organismo: solo quelle della chimica o anche quelle della fisica?

Perché facciamo un esame che si chiama “risonanza magnetica nucleare”? Cosa significa essere “risonanti”?

La risonanza magnetica è già medicina frequenziale: perché non la estendiamo?

Per capire cosa significa medicina frequenziale, vi spiegheremo perché ognuno di noi –essendo fatto di atomi- risponde alle stesse leggi della meccanica quantistica.

E per farlo, dobbiamo entrare nel mondo della fisica, che frequentiamo già ampiamente grazie al test dei fattori epigenetici SDrive: questa meravigliosa tecnologia unisce infatti chimica e fisica consentendo al medico una visione profonda del paziente che ha davanti.

Ma per leggerlo, è necessario un cambio altrettanto profondo di paradigma. E’ necessario comprendere che l’uomo è energia, acqua strutturata, particella e onda. E che ogni essere umano ha una sua impronta digitale energetica.

Anche il nostro organismo è governato dalla meccanica quantistica

Ognuno di noi ha visto almeno una volta nella vita l’esperimento dei diapason. Se io prendo due diapason di materia  e dimensione identica e dò un colpo di martelletto al primo, vedrò che anche il secondo, a distanza, si mette a vibrare.  Questo è un esempio di risonanza.

Ma la risonanza  avviene anche quando ciascuno di noi viene messo ina un’apparecchiatura per effettuare una  risonanza magnetica nucleare. Perché? Perché qualsiasi cosa abbia una massa, come ci disse Albert Einstein, ha un’energia e una frequenza. Infatti se esaminiamo le nostre cellule, vedremo al loro  interno un nucleo, entro il quale si trova il DNA, rappresentato con una doppia elica: questo null’altro è, in termini biofisici,  che un circuito oscillante in grado di generare onde elettromagnetiche.

Le cellule comunicano fra loro usando biofotoni, ergo luce. Addirittura alcuni scienziati hanno preso il Nobel dimostrato la loro comunicazione in termini di onde radio.

L’acqua che compone la maggior parte del nostro corpo si organizza in particolari raggruppamenti chiamati “domini di coerenza” che, vibrando a una opportuna frequenza, consentono di attirare molecole che oscillano alla stessa frequenza.

All’interno del dominio di coerenza nasce il campo elettromagnetico che consente alle molecole di incontrarsi a grande velocità (quella della luce). Perciò, le reazioni biochimiche che avvengono all’interno del nostro organismo non sussistono da sole, ma sono una faccia della stessa medaglia.

La medicina attuale tiene conto di tutto questo o lo ignora? Perché la medicina del futuro sarà frequenziale?

La medicina del futuro sarà frequenziale: dalla risonanza magnetica all’epigenetica

La fisica ci ha da tempo spiegato il dualismo onda-particella: la luce può essere entrambe. Perciò la materia ha frequenza e lunghezza d’onda. Ebbene, anche noi siamo parte di questo concetto!

 L’onda caratteristica è un aspetto che contraddistingue ogni soggetto ed è unica come un’impronta digitale.

Il nostro organismo, spiega il fisico Carlos Orozco, fra gli inventori del test dei fattori epigenetici SDrive, è governato dalla meccanica quantistica, dove il simile attira il simile attraverso risonanza e vibrazione. L’interazione fra le particelle crea la formazione di “vortici”: la loro azione combinata forma un cubo, detto cubo di Metatron.

Vi stiamo parlando di fisica pura! Ma il punto è che anche noi siamo biofisici!

All’interno del cubo avviene un processo di entanglement, che potremmo tradurre come connessione fra particelle, dove ogni cosa risuona con il resto. Ora, aggiungiamo a queste informazioni –che sono pura scienza e sono dimostrate- il concetto di epigenetica.

E ci viene in aiuto sempre Orozco.

Epigenetica e risonanza: come impatta l’ambiente su di noi?

La medicina del futuro non sarà solo frequenziale, ma altresì epigenetica. Anche qui, portiamo ciò che la scienza dice da oltre vent’anni: il nostro DNA è codificante solo al 2%. Significa che solo il 2% dell’espressione genica è immutabile. I geni contengono il “programma” ma il software cambia al 98% la sua espressione. IL software, è fluido e programmato dall’ambiente. Il 98% del nostro genoma cambia la sua espressione – ergo le proteine che vengono prodotte-a seconda dell’impatto ambientale.

Questo è ormai scienza conclamata. Riconosciuta anche da associazioni come AIRC, che ha di recente definito il cancro anche espressione epigenetica. Fattori come stress, emozioni, metalli pesanti, sostanze chimiche, campi elettromagnetici cambiano la nostra espressione genica.

Detto ciò, riportiamolo al campo della fisica: ogni fattore ambientale emette segnali, ha un’onda! L’ambiente ha un campo di energia quantistica anch’esso. Il pomodoro che abbiamo mangiato ha una risonanza, il piombo anche, un batterio ha una risonanza.

TUTTO ciò che è MATERIA risponde alla legge di RISONANZA: non solo cuore e cervello ma ogni cellula, ogni organo.

Come si porta la risonanza in medicina al fine di prevenire la malattia?

Affermare che la medicina del futuro sarà frequenziale, non è una boutade.  È scienza.

La risonanza crea vortici che emettono vibrazioni: le informazioni vengono condivise così, anche con campi informativi detti campi di energia quantistica. E chi osserva le cellule come il prof Carlo Ventura dell’Università di Bologna può confermarlo ampiamente. Le cellule comunicano usando i biofotoni, la luce e il DNA è un’antenna frattale.

Ebbene, come possiamo catturare questi segnali ai fini medici?

I capelli  condividono con il cervello la stessa origine embriologica. Cosa significa? Che fanno parte del sistema tegumentario insieme a epidermide, sopracciglia, ciglia e denti.  Pelle, capelli e sistema nervoso provengono perciò dallo stesso foglio germinale, l’ectoderma.

Capelli, pelle e cervello, essendo di origine ectodermica, sono considerati organi sensoriali e, in quanto tali, sono in grado di raccogliere segnali ambientali attraverso un vasto range di frequenze che permettono alle risposte biologiche di aver luogo nel corpo umano.

Quattro capelli conterranno un range di frequenze che hanno accumulato informazioni epigenetiche sui processi omeodinamici avvenuti quotidianamente. Tali informazioni uniche sono stimolate dal micro ambiente interno in risposta alle sollecitazioni ambientali. Essi possono essere decodificati, tradotti e interpretati dalla tecnologia che sta dietro SDrive.

SDrive: il test dei fattori epigenetici per la medicina del futuro

SDrive porta al medico la metà della medaglia che normalmente non viene considerata: la parte biofisica, energetica dell’essere umano. Consente di leggere nel profondo tutti i fattori di squilibrio che stanno impattando su un organismo prima ancora che insorga il sintomo.

S-Drive è una tecnologia in grado di mappare oltre 800 fattori epigenetici partendo dal bulbo del capello, uno dei bio-marker più potenti del nostro organismo: in 15 minuti avremo un report completo su vitamine, aminoacidi, minerali, acidi grassi, antiossidanti, impatto ambientale, metalli pesanti, campi elettromagnetici, virus e batteri, emozioni, sonno.

SDrive può dare al medico indicazioni preziose sul metabolismo degli zuccheri, sulla sintesi proteica, sull’idratazione cellulare.

Oltre naturalmente a un report su tutti i sistemi dell’organismo: cerebrale,

adrenergico, cardiovascolare, gastro intestinale, muscolo scheletrico, endocrino, immunitario.

Un’opportunità meravigliosa per fare reale prevenzione primaria e per mettere al centro non la malattia, ma la persona e i fattori che stanno squilibrando la sua salute.

Al pari, grazie alla corretta interpretazione di questo test è possibile risalire alle cause di quello scompenso che chiamiamo malattia: che altro non è se non la perdita dell’omeostasi, ovvero l’equilibrio del nostro sistema psico-fisico.

Scopri di più sul test SDrive

Disclaimer: S-Drive Italia - Disclaimer - La tecnologia di mappatura e indicizzazione ambientale CELLWELLBEING può essere usata da chiunque. - Non è un dispositivo per diagnosticare, trattare, curare alcuna malattia. L’azionamento di S-Drive NON richiede alcuna calibrazione: questo viene completato automaticamente ogni volta che S-Drive è collegato attraverso il computer dell’operatore a Internet tramite i server ubicati in Germania. Il software e la tecnologia sono pensati per lavorare in automatico senza l’intervento o interpretazione o la valutazione dell’operatore. CELLWELLBEING rende noto che tutte le informazioni contenute nel materiale divulgativo e cartaceo del test di indicizzazione ambientale, comprese le informazioni riguardo al test, sono solo a scopo educativo, divulgativo e informativo e non sono da usare come mezzo per diagnosticare o curare una malattia o allergia o intolleranze alimentari. I test ambientali servono per avere informazioni generali. Non possono essere considerati sistemi per consigliare, curare nessuna malattia o autorizzare prescrizione di terapie. Tutto ciò che riguarda la diagnosi o malattia deve essere trattato da un medico o operatore sanitario autorizzato di comprovata esperienza. Sia l’azienda o chi per essa e gli autori si astengono dal dispensare consigli medici e non si assumano responsabilità. I prodotti CELLWELLBEING sono prodotti per il benessere generale, secondo la definizione del Food and Drag Administration Center relativo ai dispositivi e secondo la normativa Radiological Health. -- “General Wellness: politica per dispositivi a basso rischio” del 29 luglio 2016.

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