Se il nostro corpo fosse un motore (cosa che è, perché produce energia!) la vitamina C sarebbe una delle  candele che dà scintilla.  Anni fa, di fronte a ferite che non si rimarginavano e a fenomeni terribili come lo scorbuto, l’umanità si rese conto che carenze pesanti di vitamina C provocavano un dissesto non da poco….

Nel network -nella rete perfetta- che è la nostra biochimica la vitamina C è un elemento fondamentale. 

Aiuta i globuli rossi a essere elastici, protegge l’intestino, imbriglia i radicali liberi in eccesso.

Secoli fa l’uomo la sintetizzava dentro il suo corpo, come parecchi animali

Anfibi, rettili, alcuni uccelli e mammiferi, possono sintetizzare vitamina C a partire dal glucosio. Dipende tutto da un enzima, L-gulono-g-lattone ossidasi, che trasforma il glucosio in acido ascorbico e che gli esseri umani hanno smesso di sintetizzare, insieme a poche altre specie, circa 61 milioni di anni fa.  La vitamina C ha infatti una struttura in sei atomi di carbonio, simile a quella del glucosio.

Ai principi del secolo il grande biochimico Casimir Funk “scoprì “ le vitamine, in particolare riscontrò che la B1, B2, C e D erano necessarie per la salute umana e che contribuivano al funzionamento del sistema ormonale. Il suo lavoro ha portato, fra le altre cose, alla prevenzione dello scorbuto

“La mancanza di una particolare vitamina porta alla fine a una particolare malattia nutrizionale”, ha scritto Funk. “Tuttavia, molto prima che questa malattia da carenza diventi evidente, una carenza di una o più vitamine può—e di solito lo fa—dare origine ad alcuni cambiamenti tissutali che abbassano la resistenza generale del corpo rendendolo suscettibile all’attacco di alcune infezioni.”

Funk era già vicino all’idea di network virtuoso che porta queste sostanze essenziali, le vitamine, a svolgere un ruolo essenziale nelle funzioni vitali di ogni organismo.

A metà del secolo, verso il 1940, un altro grande scienziato, il (doppiamente) premio Nobel per la chimica Linus Carl Pauling, studiò con dovizia di particolari la vitamina C e le sue proprietà.

Il suo studio era di doppia natura, riguardava l’ossigeno e i radicali liberi: in particolare Pauling affermò che la vitamina C ha la facoltà di bloccare i radicali liberi in eccesso, ergo la fonte primaria del nostro invecchiamento e una delle cause principali di ossidazione cellulare nonché di danno al DNA.

Rimase aperto il dibattito all’interno della comunità scientifica su un’affermazione molto forte di Pauling in merito alla capacità della vitamina C di prevenire alcuni tipi di tumori proprio grazie alla sua attività antiossidante.

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La vitamina C: un antiossidante potentissimo del network

Per capire il valore della parola “antiossidante”, bisogna prima spiegare qual è il pericolo legato all’ossidazione cellulare. Ossidazione viene da “oxus”, che in  greco antico significa aceto di vino, cioè vino acido. Il vino diventa acido quando resta esposto troppo tempo all’aria,  ossidandosi. Un po’ come fa la mela quando diventa nera a contatto con l’aria.
Di conseguenza, ossidarsi, significa “diventare acidi”.

L’ossigeno, che introduciamo attraverso la respirazione, è fondamentale per la nostra vita metabolica e per produrre energia. Però, circa l’1% di quello he consumiamo viene convertito in specie reattive all’ossigeno. A questa aliquota “fisiologica”  di ROS bisogna poi aggiungere il carico da 90: radiazioni solari, inquinamento, stress, farmaci, fumo, sono tutti fonte di radicali liberi.

Il nostro corpo per proteggersi schiera un sistema antiossidante piuttosto poderoso ma spesso lo squilibrio fra radicali liberi e antiossidanti a sfavore di questi ultimi crea un meccanismo di stress ossidativo dannosissimo per il nostro corpo (e anche per la nostra giovinezza).

Infatti, l’ossidazione cellulare produce infiammazione e da essa patologie degenerative, anche gravi.

I nostri tre antiossidanti sul podio sono Glutatione, Superossido Dismutasi e Catalasi ma la vitamina C si difende bene: rappresenta infatti uno dei più potenti antiossidanti nel network a nostra disposizione.Purtroppo, dobbiamo introdurla dall’esterno perché il nostro corpo non la produce 

La vitamina C fa parte del famoso network antiossidante di cui fanno parte la E, il Glutatione, l’acido lipoico, il coenzima Q10 (nelle forme ossidata e ridotta, rispettivamente ubichinone e ubichinolo) e i carotenoidi.

L’azione di vitamina C, vitamina E e glutatione è uno scudo per le nostre cellule. La vitamina E blocca addirittura un tipo insidioso di radicali, di natura lipidica, in grado di superare le barriere cellulari: purtroppo, nel bloccarli diventa essa stessa un radicale e ha bisogno della C sotto forma di ascorbato per essere smaltita.

Fondamentale per la biosintesi del  collagene

I nostri tessuti si rigenerano grazie al collagene. Esso viene sintetizzato da due amminoacidi che compiono la trasformazione in idrossilisina e idrossiprolina. A rendere possibile questa trasformazione è la vitamina C. Grazie ad essa è  quindi possibile la biosintesi del collagene.

Fondamentale nella sintesi della carnitina

La vitamina C interviene nella sintesi della carnitina, un derivato amminoacidico che svolge un ruolo importante nel metabolismo dei lipidi, facilitando la trasformazione del grasso in energia e che facilita la combustione dei grassi durante l’esercizio fisico.

Fondamentale per la sintesi di noradrenalina e per l’assorbimento del ferro

Inoltre, la vitamina C interviene nella sintesi di noradrenalina, un importante neurotrasmettitore nonché ormone essenziale nel modulare la risposta allo stress.

Essa permette inoltre l’assorbimento del ferro. Le verdure apportano ferro in stato trivalente, quindi non solubile: è necessario liberarlo da questa condizione e ridurlo a bivalente per essere biodisponibile. La vitamina C è in grado di attivare questa riduzione, così come l’acido citrico e mantenerne lo stato fino al suo completo assorbimento.

La vitamina C favorisce inoltre l’elasticità del globulo rosso ovvero la sua reologia. 

Una volta si pensava che globulo rosso portasse solo ossigeno: invece è una metro, porta dentro 20 passeggeri. Chi sono? Cortisolo, ormoni maschili, ormone tiroideo, ATP, carnitina, creatina, SAMe  (s adenosil metionina), vitamina B6, glutatione ridotto e anche la vitamina C.

Quando il globulo perde la sua elasticità, non può più superare le curve dei vasi e non riesce a raggiungere i luoghi dove deve rilasciare le sostanze.  Ad aiutarlo contribuiscono due sostanze: la creatina e la vitamina C, poiché entrambe migliorano la sua elasticità .

La vitamina C aiuta il microbiota (ovvero l’intestino)

Condizioni di infiammazione intestinale e disbiosi sono spesso accompagnate da uno stato di ossidazione sbilanciato.  Il circolo vizioso che si crea è il seguente:  il microbiota inizia a produrre  molecole che favoriscono l’infiammazione che a sua volta induce le cellule intestinali a emettere segnali che aumentano il livello di ossidazione del tessuto. Tutto questo porta ovviamente a una progressione infiammatoria ovvero a una malattia metabolica. Dal lume intestinale il problema si sposta all’intero organismo, scatenando una reazione infiammatoria che da localizzata può diventare anche sistemica. Una barriera intestinale poco solida è infatti un elemento che hanno in comune moltissime patologie che interessano l’intero organismo come diabete, malattie autoimmuni, obesità, etc.

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Alcuni ricercatori hanno studiato gli effetti della supplementazione della Vitamina C in modelli di disbiosi intestinale e scarsa attività anti-ossidante e hanno notato che la quantità di ossigeno nel tessuto e il rapporto tra batteri patogeni e benefici miglioravano. Questi effetti positivi erano accompagnati anche da una ricostituzione della funzionalità della barriera intestinale e addirittura da una riduzione dell’infiammazione sistemica.

La vitamina C rende più elastici di globuli rossi, lo sapevi?
La vitamina C favorisce il benessere dell’intestino, lo sapevi?
La vitamina C blocca i  principali nemici della tua giovinezza, i radicali liberi in eccesso. Ne hai abbastanza?

La vitamina C è un alleato potente del tuo sistema immunitario: ecco una ricerca di Airc https://www.airc.it/traguardi-dei-ricercatori/potenziare-limmunoterapia-del-cancro-con-la-vitamina-c

 


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