Battito cardiaco, pressione, secrezione gastrica, motilità intestinale, tono dell’umore, regolazione immunitaria. Sono solo alcune cose controllate dal nervo vago, il grande regolatore del corpo umano.
Tutte le volte che ci sono stati di infiammazione cronica, elevati livelli di stress, incapacità di recupero notturno, alterazioni del microbiota e sindrome dell’intestino permeabile, con grande probabilità è coinvolto il nervo vago.
Il dottor Bartolomeo Allegrini, medico chirurgo, esperto in medicina funzionale, lo chiama “il nervo dell’anima, nato per portare pace”.
In effetti, il vago è il grande attore del sistema parasimpatico, quello che presiede al recupero, al rilassamento e alla conservazione delle risorse, laddove il simpatico prepara l’organismo all’azione.
La nostra società porta le persone in simpaticotonia, ad essere sempre “attivate” e in stato di stress cronico: una cosa che produce sofferenza del nervo vago. Ma non solo: fenomeni come le disbiosi (alterazioni della flora intestinale), diete ricche di zuccheri, metalli pesanti e sostanze chimiche, carenze di minerali come il magnesio e di vitamine del gruppo B o di acidi grassi essenziali, influenzano il nervo vago.
Come aiutare il grande regolatore del corpo a mantenere l’equilibrio?
Siamo duali: anabolici e catabolici, il segreto è l’equilibrio
Il segreto della salute è capire che il nostro corpo è un sistema duale. Anche il nostro metabolismo da un lato è anabolico –ovvero costruisce e sostiene, spinge in avanti – e dall’altro è anabolico- recupera e conserva.
Il nervo vago è il grande protagonista del sistema parasimpatico, ha radici nel tronco encefalico e innerva tanti organi dal collo fino all’addome. “Se il vago è in difficoltà, il corpo ci sta mandando un segnale importante –spiega Bartolomeo Allegrini.
“Nel nostro tronco encefalico è già insita la regola dell’alternanza fra le fasi anabolica e catabolica, per mantenere vitale ogni struttura”. Ed è scandita da orari precisi: la fase anabolica parte la mattina presto e perdura fino alle 15 circa; poi, subentra la fase catabolica, fino alle 3 di notte.
“Se il nervo vago è astenico, ovvero debole, non si recupera. Si hanno danni respiratori, cardiologici, neurologici. Alcuni sintomi comuni sono nebbia mentale, ansia, umore depresso, fiato corto, tachicardia, sistoli, pressione bassa, senso di disconnessione dagli altri, insonnia. Ci sono casi in cui, lavorando sul nervo vago, sono mutati sintomi che duravano da anni”.
Ad esempio, fattori da cui possiamo dedurre che è in crisi la fase anabolica, di costruzione, sono “stanchezza cronica, crampi muscolari, reflusso, stipsi, gonfiore addominale”.
Ipotalamo, il centro di regia (che coinvolge anche il nervo vago)
Abbiamo detto che il nervo vago è il grande regolatore del nostro corpo; ma dovremmo dirlo forse più dell’ipotalamo. “Il grande dimenticato della medicina; la ritmicità del tronco è sempre sostenuta dal sistema endocrino, in particolare dall’ipotalamo, collegato all’esterno attraverso il nucleo sovrachiasmatico che riceve informazioni sensoriali attraverso la retina”.
L’ipotalamo è “il centro di regia, modulato attraverso la mediazione della serotonina e della melatonina; la prima attiva l’asse simpatico tonico, la melatonina modula lo stato di riposo notturno anabolico”.
Come spiega Allegrini, l’ipotalamo è il centro di regia perché monitora temperatura, luce, stress, respiro, movimento, nutrizione, idratazione. Riceve segnali dal corpo e li “distribuisce”, è una centralina di sopravvivenza”.
La regola, nel nostro corpo, è quella dell’equilibrio degli opposti. Se esso salta, iniziano i problemi.
“La mattina siamo in simpaticotono, in fase acidogena, istaminica, con attivati gli ormoni surrenalici e tiroidei. Nel tardo pomeriggio subentra la fase di simpaticolisi operata dal magnesio, con una fase di gelificazione della matrice extracellulare e forte liberazione di tossine. Infatti le urine della mattina sono quelle che contengono più acidi metabolici”.
Perché il nervo vago è il grande regolatore e va preservato?
La sofferenza vagale è una consuetudine, in una società simpatico tonica. In cui le persone sono iperattivate e il recupero diventa difficile. Aiutare il nervo vago significa agire su più fronti: emozionale, relazionale, nutraceutico. “Il triptofano (un amminoacido), ad esempio, non è solo produttore di serotonina, ma è altresì un regolatore dell’asse gastroenterico”. Al pari, bisogna lavorare su minerali alcalini come magnesio, selenio, su micronutrienti che aiutano la ricomposizione adattogena della matrice extracellulare.
Per questo nasce Vagosten Plus. Un nutraceutico straordinario, che contiene una serie di ingredienti e principi formulati per agire in sinergia e dare supporto al nervo vago.
GABA, triptofano, ashwagandha, L-carnitina, tiammina, vitamina B5, myo inositolo, zenzero, astragalo, acido nervonico, acido pantotenico fra i principali.
Un supporto importante che compensa la stanchezza fisica e mentale, la normale funzione psicologica e del sistema nervoso.
https://shop.cellfood.it/negozio
