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Nella materia vivente esiste la ripetibilità?

La domanda è di quelle che spaccano il mondo in due: nella materia vivente esiste la ripetibilità? Fisica classica e fisica quantistica danno risposte diverse. Così come diverse sono le risposte di chi crede nel determinismo del DNA e di chi abbraccia l’epigenetica, con la consapevolezza che il 98% dell’espressione genica dipende da fattori ambientali ed è reversibile.

Faremo un ragionamento insieme a un grande fisico, Emilio del Giudice e a Federico Faggin, scienziato di fama internazionale, inventore del microchip, che negli ultimi anni è intervenuto spesso sul tema della coscienza.

Uno è l’assunto da cui partiremo: siamo materia. E, se è vero che la materia è composta di atomi e che obbedisce alle leggi di un campo quantico, ovvero delle particelle invisibili dove tutto è in costante movimento, possiamo dire che valga la formula di Albert Einstein: E=mc2.

Ogni cosa abbia una massa, ha un’energia. E ha una frequenza. Non accade solo per il cervello o per il cuore, ma per ogni organo e ogni cellula dotati di massa. Vedremo, seguendo un ragionamento logico sulla base delle conoscenze maturato in campo fisico, se il concetto di ripetibilità applicato alla materia vivente sia sensato.

Scienza o  scientismo?

Come dice Federico Faggin, scienziato che ha inventato il microchip, “lo scientismo è la scienza con la s minuscola, che fa dipendere tutto dalla materia, perciò non sa spiegare la coscienza e il libero arbitrio leggendoli come un epifenomeno del cervello”.

Eppure abbiamo tantissimi esempi di errori macroscopici commessi dallo scientismo.

In primis, il DNA spazzatura, ovvero il 98% di DNA non codificante in modo deterministico. Abbiamo ormai certezza che gran parte del DNA sia genoma vivo, che comunica con l’ambiente e determina quali proteine produrrà il DNA. Per chiarire nel profondo questo concetto vi rimandiamo al pezzo scritto sul nostro sito, con tutta la bibliografia.

In secondo luogo, le scoperte dei fisici da Max Planck ad Albert Einstein in poi hanno dimostrato che tutto ciò che ha una massa ha un’energia. E che la realtà dell’invisibile è organizzata secondo pacchetti di energia detti “quanti”.

Nel campo quantico, nulla è slegato o vive in modo indipendente: la fisica quantistica ha dimostrato ampiamente l’entanglement, ovvero la connessione di cellule e corpi apparentemente distanti nello spazio tempo.

Possiamo dire oggi che la fisica classica aveva dei limiti superati dalla dimostrazione delle particelle nel campo dell’invisibile.

Materia vivente e ripetibilità: “Tutto ciò che esiste è dinamico e cambia di continuo”.

Quello che fu definito un paradosso, era la parte fondante della quantistica: l’osservatore determina di volta in volta il collasso della particella in uno dei possibili auto-stati.

Come dice Faggin:

Ogni elettrone è come un’onda del mare, non può separarsi da esso –La totalità di ciò che esiste è dinamico, olistico e cambia di continuo”. Quando ragioniamo nl campo dell’invisibile, possiamo dire che  “non è possibile conoscere lo stato successivo, ma solo la probabilità di tutte le possibili posizioni in cui una particella si troverà nello stato successivo.

“Tutta la materia ha origine ed esiste solo in virtù di una forza che porta la particella di un atomo a vibrare e mantenere il sistema solare insieme” disse Max Planck, fisico che risolse un grosso impasse, irrisolvibile per la fisica classica e bastione della quantistica.

In sostanza, siamo in un universo che non è fatto solo di MATERIA ma di ENERGIA e questo vale per il macro come per il micro.

Ma cosa significa fisica quantistica?

Rubiamo le parole a Emilio del Giudice, grandissimo fisico che ci ha lasciati nel 2014. Del Giudice ci racconta come l’immenso equivoco della fisica classica sia stato concepire la materia come inerte.

La fisica classica ci dice che possiamo determinare cosa accadrà a un oggetto, data una posizione, una velocità e una forza ESTERNA che lo muove.

A mettere tutto a soqquadro fu il chimico Walther Nernst, con la terza legge della termodinamica. Egli disse che l’entropia, ovvero il caos, di un sistema tende a zero quando la temperatura assoluta è zero. Non entriamo nei dettagli, rimandiamo al testo integrale di Emilio del Giudice per chi volesse approfondire. Però qui cascò l’asino: fatti i calcoli con i metodi della fisica classica, l’entropia tendeva all’infinito. Questo perché veniva negato il movimento spontaneo dentro la materia. A confermarlo ci pensò Max Planck, introducendo un concetto molto chiaro: e se gli atomi non fossero li inchiodati a quella posizione e a quel movimento, ma fluttuassero?

Allora se uno considera come configurazioni degli atomi che formano un sistema non solo le enumerazioni degli atomi componenti con le loro traiettorie, ma anche le fluttuazioni spontanee, ogni configurazione quantistica corrisponde a tantissime configurazioni classiche, una per ogni particolare fluttuazione

Perché la crisi è emersa alla temperatura dello zero assoluto? Perché a temperatura diversa da zero vi sono altre fluttuazioni, quelle termiche.

La crisi della fisica classica –e del concetto di determinismo e ripetibilità.

Per rispondere alla domanda se il concetto di ripetibilità , alla base di tutti i nostri protocolli- sia compatibile con la materia vivente dobbiamo tracciare una breve storia.

Se io urto un’altra persona la sposto e la faccio sbandare, questo è un moto dall’esterno, non è un moto dall’interno. Vi sono i moti che vengono da fuori e quelli che vengono da dentro, e sono questi secondi che erano stati trascurati dalla fisica classica e che sono invece rimessi sul proscenio dalla fisica quantistica

dice ancora Del Giudice.

la principale scoperta fu il riconoscimento della presenza di auto-movimento nella materia, il riconoscimento dell’esistenza delle fluttuazioni spontanee di ogni componente della realtà fisica, le fluttuazioni quantistiche.

Se così fosse, non potrei determinare né ripetere proprio nulla.

Nel 1916 Walther Nernst propose che nella materia condensata (liquidi e solidi) le fluttuazioni degli atomi si correlino mutuamente; mentre nel gas (parola derivante dalla parola greca kaos) gli atomi fluttuano in modo indipendente.

I due sistemi della materia condensata, liquidi e solidi,  nascono quando le fluttuazioni termiche, a causa della bassa temperatura, non sono così violente da impedire ai partecipanti di mettere in fase le loro fluttuazioni spontanee.

Come fanno gli atomi di un microfono a stare insieme? Come disse Nemst, la fluttuazione collettiva alla stessa frequenza fa sì che gli atomi si condensino e non creino il caos che c’è in un gas.

Pensiamo ora al nostro corpo, un insieme di molecole che creano ogni istante reazioni chimiche. E trasferiamo questi concetti nella materia vivente che noi rappresentiamo.

Dalla fisica alla medicina: possiamo applicare il concetto di ripetibilità nella materia vivente (e senziente)?

Il nostro corpo è inconfutabilmente fatto di atomi. Ha un’attività elettrica, così come le cellule hanno un potenziale di membrana che è elettrico. Ed è fatto di acqua per la gran parte. Questo, per ora, trascurando la parte psico-emozionale e le sue ricadute fisiologiche.

Abbiamo miliardi di molecole che creano ogni istante reazioni chimiche e la nostra biologia è stata eccezionale nello spiegarle e dimostrarle, ma non ci ha spiegato come si innescano.

Prendiamo come esempio, quello di Del Giudice: un uomo decide di grattarsi una guancia.

“Dal momento in cui il mio cervello ha detto “sarebbe tanto bello se io mi grattassi la guancia sinistra” al momento in cui me la gratto, c’è una catena di reazioni chimiche perfettamente scoperta e numerata. La molecola A deve incontrare la molecola B ecc..una serie di reazioni chimiche che debbono avvenire in luoghi precisi e momenti precisi. Ma come è possibile questa precisione? A si guarda intorno e dice: dov’è B? lo deve trovare in primo luogo, ci sono miliardi di molecole, figuriamoci se ha B a portata di mano. Le forze molecolari hanno la portata di qualche Angstrom, quindi questa molecola A comincia a dare di matto, urta a destra e a manca le altre molecole fino a che non trova B e fa la sua reazione.

Ci vuole l’età dell’universo prima che io mi gratti la guancia sinistra.

L’incontro delle molecole non avviene in modo gassoso, non avviene sulla base delle leggi del caso, ma sono guidate, nel nostro organismo abbiamo i semafori.

Qual è il meccanismo? È il meccanismo elettromagnetico, la radio: ogni molecola via radio riceve l’ordine di fare una cosa e riceve anche l’indicazione di dove deve andare”.

Capire il funzionamento della materia vivente senza la fisica, non è possibile

Nel domandarci se il concetto di ripetibilità applicato alla materia vivente abbia un senso, dobbiamo spiegare come le molecole si scelgono. Questo è possibile solo grazie alla struttura elettromagnetica di base, che trasmette i segnali “radio”.

Noi abbiamo un insieme di molecole, il soma, e un insieme di segnali elettromagnetici, chiamatela psiche se volete. Questo insieme cambia col tempo, perché anche le molecole cambiano col tempo, attraverso le reazioni chimiche.  Siamo un incastro di due strutture: una struttura chimica e una struttura elettromagnetica. C’è anche una struttura sonora la quale emerge dal fatto che le molecole sono tenute insieme dal campo elettromagnetico

Alcuni studi evidenziano addirittura come il DNA sia un’antenna frattale, che funziona come un ponte radio: cose spesso negate dallo scientismo, ma notificate al mondo da folti gruppi di scienziati come Konsyantin Meyl e Paolo Manzelli o gli autori di questo studio.

Gran parte delle nostre molecole sono elettroliti

La quasi totalità delle molecole che noi abbiamo sono elettroliti, sono spezzabili in ioni. Il sale, cloruro di sodio, si scinde nell’atomo di sodio con un elettrone in meno e nell’atomo di cloro con un elettrone in più. Uno è lo ione positivo sodio – positivo perché c’è un elettrone in meno – l’altro è lo ione negativo cloro – negativo perché ha un elettrone in più -. Siccome sono particelle cariche possono essere messe in moto sia dai campi elettrici che dai campi magnetici. La natura sceglie il magnetismo. Le nostre cellule hanno un potenziale di membrana che differenzia il campo interno da quello esterno: una cellula sana ha un potenziale di -70. Le cellule tumorali tendono ad avere un potenziale di membrana intorno a -10 e -30, molto diversa rispetto a quello delle cellule sane.

Ebbene, come fanno gli ioni ad aggirare la membrana della cellula ed entrare? Semplice. La natura fa passare solo ciò che serve. Come spiega Del Giudice, “sotto l’azione del campo magnetico applicato, gli IONI ricevono un extracalcio, cioè la corrente ha un picco che dura 10-15 secondi in cui la corrente si raddoppia. Perciò quando questa combinazione di campi magnetici è applicata presso la membrana cellulare, gli IONI fanno un agile salto sulla barriera di potenziale della membrana  ed entrano dentro”.

Quando nasce la patologia l’organismo non ha più a disposizione la sorgente di campo magnetico alternato che fa produrre il salto.  Gli IONI non arrivano più al posto giusto ed al tempo giusto.

Epigenetica: un altro ostacolo al concetto di ripetibilità nella materia vivente.

Appurato che siamo atomi e molecole, che produciamo energia, che veniamo guidati dal magnetismo che sovraintende alle reazioni chimiche, diremo una seconda cosa fondamentale.

Sappiamo ormai da 25 anni che il DNA non è un destino: il 98% dell’espressione genica viene determinato da fattori ambientali. Di determinato c’è un 2%, il resto…dipende! Abbiamo, certo, rischi congeniti alla nascita, ma il 98% di essi è prevenibile e gestibile. Come mangiamo, come viviamo, come pensiamo, determina che tipo di proteine produrremo e che tipo di salute avremo. Poco o niente è determinato.

Questa volta rubiamo le parole al dottor Bartolomeo Allegrini, clinico, omotossicologo, esperto nell’interpretazione del test dei fattori epigenetici SDrive.

l primo imput di disturbo della cellula è elettromagnetico, poi diventa chimico. “La lesione mitocondriale provoca un deficit energetico.  Non vengono emessi elettroni, si crea uno stress elettronico che la cellula deve ripristinare. Qui, si genera o la malattia, che nasce da una  reazione attraverso meccanismi compensatori.

Pensiamo ora a tutto quello che può danneggiare i mitocondri, le centraline energetiche delle cellule: stress, ossidazione, cibi raffinati, sostanze chimiche, campi elettromagnetici…centinaia di fattori.

Lo stato in cui siamo oggi, alle 15, non è quello in cui saremo domani alla stessa ora dal punto di vista energetico, emozionale, quantistico.

Come si fa a pensare alla luce di queste conoscenze a un paradigma di determinismo e ripetibilità?

Ripetibilità nella materia vivente? Ritorniamo a Faggin…

Charles Darwin, paradigma dominante, pone nella casualità il principio selettivo dell’evoluzione. Ma l’epigenetica, a dire il vero, rimette al centro Lamarck –e pesantemente: se sono i fattori ambientali a determinare il 98% dell’espressione genica, la cosa non è affatto casuale.

Basta solo una lacuna di acidi grassi a cambiare la rigidità di membrana della cellula, quindi le informazioni che arrivano al DNA, quindi la sintesi proteica.

Basta uno stress emozionale  a cambiare i neurotrasmettitori, l’asse ipotalamo surrene, l’attività del nervo vago.

Come possiamo essere misurare la ripetibilità se in ogni istante, ogni parte del nostro sistema evolve e cambia?

Misuriamo i valori del sangue –che è un liquido, non l’intero organismo, ma a digiuno per non sfasarli. E se una vitamina fosse presente nel sangue ma non nei tessuti perché vi sono difficoltà nello scambio? Come può il sangue dirci tutto in modo deterministico?

Nella nostra costituzione siamo fatti di cellule o ogni cellula contiene genoma dell’uovo fecondato che ha creato tutto l’organismo –dice Faggin. “tutto è interconnesso, non separato come vuole la fisica classica”.

Esiste l’asse intestino cervello, una neuropatia può partire da una disbiosi. Esiste l’asse cuore cervello, pelle cervello. Il cuore ha un campo magnetico ed elettrico più ampi del cerebrale. Nulla è separato, tutto è in evoluzione.

Il nuovo paradigma: la medicina delle quattro P

La nuova medicina si basa sull’assunto, scientificamente fondato, che nessuno di noi è ripetibile ed uguale ad un altro. Perché ognuno ha eredità genetica, emozioni, alimentazione, influenze ambientali diverse. L’epigenetica sta cambiando lo scenario così come la quantistica ha fatto con la fisica classica.

Il dogma di Crick, alla base della biologia, è sconfitto da tempo: la strada è a due sensi, con gli influssi ambientali che pesano per il 98% sulla produzione proteica. Se sono calmo o agitato è un fattore. Se ho mangiato il cibo sbagliato un altro fattore. Se non ho fatto sport, non ho dormito, un terzo. Come può esserci ripetibilità nel sistema vivente  e senziente?

La medicina delle 4 P è predittiva, preventiva, personalizzata e partecipativa.

Non considera gli esseri umani protocolli e analizza l’impatto ambientale –che è reversibile al 98%.

Oggi, abbiamo le tecnologie per leggere questo impatto.

Il test dei fattori epigenetici SDrive unisce biofisica e AI per darci un report completo su oltre 800 fattori di interferenza, che nelle mani del medico rappresentano un navigatore eccezionale.

Scopri un nuovo modo di pensare alla tua salute.

SDrive: come tutti i test in vivo, non è ripetibile nel concetto classico. E’ medicina frequenziale

Arriviamo al nostro test, SDrive. Ci sentiamo spesso dire “non è ripetibile”. Cosa significa?

Usiamo le parole di Giorgio Terziani, imprenditore e divulgatore scientifico che ha portato in Italia in test nei primi anni 2000, dopo averlo visto a Città del Messico.

SDrive è uno screening dei fattori epigenetici. Si tratta di un test in vivo come per esempio un holter Metabolico, una misurazione della pressione, un elettrocardiogramma ecc ecc 

Ci sentiamo spesso dire “non è ripetibile”. Cosa significa?

Usiamo le parole di Giorgio Terziani, imprenditore e divulgatore
scientifico che ha portato in Italia in test nel 2017, presente in oltre 65 paesi nel mondo, dopo
averlo visto a Città del Messico al congresso internazionale di medicina rigenerativa sulla longevità .

SDrive, la materia vivente e il concetto di “ripetibile”

“Oggi la biologia e fisica quantistica stanno dimostrando un altro aspetto della realtà, della materia di cui siamo fatti ma soprattutto come funzionano le nostre cellule. 
Siamo 50 trilioni di cellule che prendono centinaia di decisioni ogni istante, siamo fatti di acqua.
La vita può essere letta solo associando chimica e biofisica, altrimenti la visione è monca. E ce lo dicono i 24 milioni di malati cronici, che non guariscono, in
Italia. Chiarissimi anche i dati sull’autismo, sull’Alzheimer, sul
cancro, in aumento vorticoso. Il DNA è impazzito? Direi di no, visto
che ha 4 miliardi di anni. 
Sono i fattori epigenetici a incidere sui sistemi viventi.
Il DNA è importante perché donato dai nostri genitori . 
Nessun sistema vivente ha parametri statici in vivo!. Tutto varia in ogni istante, altrimenti il metabolismo sarebbe fermo!

Per la rimetilazione del DNA consumiamo vitamine , minerale e amminoacidi, ossigeno e idrogeno e acqua ogni attimo .  Altrimenti non parleremo di carenze nutrizionali . 
Inoltre, il sangue non può dire tutto. 
È sicuramente importante per fare una diagnosi e prognosi ! 
Succede spesso che ci sia un problema di scambio fra sangue e cellule, cosa che impedisce a minerali, vitamine e altri fattori di passare in tessuti e organi.

E poi, può un esame del sangue leggere se abbiamo abbastanza ossigeno? L’ossigeno è
alla base della vita cellulare, se stiamo dieci minuti senza respirare
moriamo.

Cosa può dirci come gli inquinanti stanno agendo sul nostro sistema? E
i campi elettromagnetici? E le emozioni?

Siamo esseri complessi e multifattoriali. E sono un test che contempli
tutti i fattori epigenetici può sommarsi alla genetica per
interpretare un essere vivente”.
Abbiamo bisogno di unire le forze, di una bussola che possa orientare il professionista a scegliere poi il test di approfondimento appropriato e soprattutto un supporto nell’approccio clinico integrato che possa essere utile per creare consapevolezza sui danni da inquinamento e un sano stile di vita . 
Non si nasce tutti uguali”.

Non siamo protocolli, siamo esseri con un campo elettrico, un campo magnetico, una genetica che interagisce con l’ambiente. Per questo, nella materia vivente il concetto di ripetibilità è un assurdo.

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