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Le esposizioni ambientali che conducono alla malattia

Nel corso della nostra vita, siamo esposti a vari inquinanti e altre minacce che possono causare malattie. Alcuni scienziati dell’UE hanno studiato il ruolo di questa intera vita di esposizione nello sviluppo di malattie croniche.

Nel corso di un’esistenza, le persone sono esposte a sostanze nocive determinate da ambiente, regime alimentare, stile di vita e attività lavorativa. Il concetto dell’esposoma fa riferimento al tutto l’insieme delle esposizioni, dal momento del concepimento in poi, includendo componenti esterni ed interni. Gli scienziati discutono sul fatto che i contaminanti ambienti possano alterare o incidere negativamente sulla regolazione di vie e processi biologici.
Attualmente, è disponibile un’enorme quantità di dati sanitari fornita da studi longitudinali sia in età pediatrica che adulta, con informazioni dettagliate su fattori di rischio, fattori confondenti ed esiti. Tuttavia, tali studi non hanno studiato il rapporto tra i dati personalizzati con i dati di esposizione ambientale e i biomarcatori.

L’iniziativa EXPOSOMICS (Enhanced exposure assessment and omic profiling for high priority environmental exposures in Europe), finanziata dall’UE, ha effettuato uno dei primi studi su larga scala sull’esposoma, con lo scopo di capirne meglio il ruolo nelle malattie. Per procedervi, il team ha sfruttato una pluralità di tecniche scientifiche.

I ricercatori impegnati nel progetto hanno aggregato e integrato informazioni di studi epidemiologici osservazionali a breve termine, sperimentali e a lungo termine, in cui erano compresi adulti, bambini e neonati. Hanno anche caratterizzato i componenti esterni e interni dell’esposoma.
Per misurare i componenti esterni dell’esposoma in momenti critici dell’esistenza, si sono serviti di nuovi strumenti, come sensori personali e tecnologie legate a smartphone, oltre all’esperienza maturata in ricerche precedenti. I ricercatori si sono concentrati sui contaminanti dell’aria e dell’acqua.
Per misurare l’esposoma interno, hanno osservato i biomarcatori in 3 000 individui. Poi hanno integrato le misure esterne ed interne, per modellizzare e valutare l’esposizione ai contaminanti dell’aria e dell’acqua in grandi coorti di popolazione.

Oltre ad altri risultati, i ricercatori hanno ricavato stime più elevate di associazione tra una certa classe di materiale particolato e asma, malattia cardiovascolare e mortalità complessiva. Queste nuove stime di rischio sono state utilizzate per ricalcolare il carico di malattia attribuibile all’inquinamento atmosferico.

L’iniziativa EXPOSOMICS ha evidenziato come un approccio legato all’esposoma possa condurre a scoperte più precise, originali e rilevanti, su cui improntare la nostra comprensione dei meccanismi che collegano l’esposizione a frequenti inquinanti con le malattie, nonché sull’azione preventiva e regolamentare.

 


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