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La rivoluzione epigenetica al congresso internazionale di pediatria

“La rivoluzione epigenetica nell’era dell’inquinamento”: questo il titolo della relazione portata da Giorgio Terziani al 21esimo congresso internazionale di neonatologia e pediatria di Sassari, presieduto da Vassilios Fanos.

Il codice genetico non è un destino: è una partitura che si esprime in modo diverso a seconda dell’ambiente, delle emozioni, delle interferenze chimiche.

Per decenni il DNA è stato considerato come una narrazione deterministica, dove ogni elemento era già scritto. Invece, oggi sappiamo che la vita stessa è un editor capace di decidere quali capitoli rendere visibili e quali far rimanere in ombra.

I primi mille giorni di vita sono fondamentali, alla luce di un approccio epigenetico.

Perché laddove si formano le sinapsi, laddove si organizzano le reti neurali, interferenze esterne possono configurare realmente un danno epigenetico, estensibile per varie generazioni. I dati epidemiologici non sono confortanti: tumori tipici dell’età adulta appaiono nei primissimi anni di vita, sindromi del neurosviluppo come autismo, ADHD, Pans, Pandas, sono sempre più frequenti. Basti pensare che l’autismo è in percentuale 1:36, mentre una ventina di anni fa era 1:150.

Epigenetica: una scienza che aiuta la pediatria

L’epigenetica studia le molecole chimiche reversibili che regolano l’attività dei geni senza alterare la sequenza del DNA.

I principali meccanismi sono:

-la metilazione del DNA, ovvero aggiunta di gruppi chimici (metili) che accendono o spengono certi geni

-le modifiche degli istoni, che cambiano la compattezza del DNA rendendone le sequenze più o meno leggibili ergo trascrivibili

-gli RNA non codificanti, piccole molecole che agiscono come regolatori dell’espressione genica.

Quanto può cambiare, l’espressione della partitura originaria? Perché due gemelli, pur avendo lo stesso DNA, affrontano diversi problemi di salute nella vita?

Cosa accade se nei primi mesi del concepimento il feto viene a contatto con interferenti endocrini o sostanze come il bisfenolo A?

Ernesto Burgio, grande pediatra, esperto di epigenetica, parlando della transizione epidemiologica del XXI secolo, ha paragonato spesso i neuroni a piccoli ragni che creano le loro reti. Ma cosa accade se questo processo viene disturbato da fattori esterni, epigenetici appunto? Ogni istante c’è un pezzetto di DNA che viene letto sulla base dell’informazione che arriva da fuori: il 98% del DNA non è codificante, non codifica una proteina in modo deterministico. Si tratta di genoma vivo che comunica e interagisce con ciò che pensiamo, mangiamo, viviamo.

Sono segnali che il corpo ascolta e traduce in chimica.

Il DNA non comanda, è un attore condizionato dall’ambiente

La rivoluzione epigenetica, di cui Giorgio Terziani ha parlato al congresso internazionale di neonatologia  e pediatria, porta un paradigma nuovo, che aiuta a gestire la complessità della vita.

Pensiamo solo che l’essere umano ha poco più di 20.000 geni, ma i batteri che ospita (o sono loro che ospitano noi?) ne hanno circa 3 milioni. Il concetto di microbiota e microbioma ormai domina le riflessioni sul sistema immunitario, sull’infiammazione cronica silente. Anche quello di ologenoma, ovvero la molteplicità di genomi che ospitiamo dentro di noi e che determinano il nostro stato di equlibrio o squilibrio.

Abbiamo un DNA che ereditiamo, l’hardware; ma c’è un software, che invece è molto diverso per ognuno di noi. Il programma dipende dagli stili di vita. Abbiamo triliardi di cellule che ogni secondo prendono centinaia di migliaia di decisioni.

Siamo inoltre esseri bio risonanti: una cosa che appare evidente ogni volta che facciamo una risonanza magnetica in ospedale. Le molecole di idrogeno seguono il nuovo campo, risuonano con esso. Le cellule hanno un potenziale di membrana, un’attività elettrica.

Che impatto possono avere campi elettromagnetici come quelli attuali, con miliardi di pulsazioni al secondo, sul feto e sul bambino?

La rivoluzione epigenetica e l’origine fetale delle malattie; un tema importante al congresso di pediatria

Al di là della genetica, lo stato di salute generale di un individuo può essere considerato come un’integrazione di molti segnali ambientali, che iniziano durante la gestazione e agiscono attraverso modificazioni epigenetiche. 

L’epigenetica ha portato l’attenzione sull’origine fetale delle malattie, in virtù di una sprogrammazione che avviene proprio nell’utero della mamma. Basta pensare che nella placenta di trovano di media dalle 5 alle 700 molecole tossiche. La definizione è “fetal programming mismatch”. Un disturbo della programmazione genetica del feto, che è nella massima plasticità dello sviluppo.

Si parla di Developmental Origin of Health and Diseaes (DOHaD)  patologie autoimmune, disturbi del neurosviluppo, tumori giovanili, obesità, diabete, legati in qualche modo a una esposizione materno fetale.  

Il periodo che intercorre dallo zigote alla fine dei 1000 giorni dal concepimento è cruciale dal punto di vista epigenetico. Perché il DNA mitocondriale arriva dalla madre e dà origine alle predisposizioni ereditarie; ma laddove il DNA predispone, è l’epigenoma che slatentizza o silenzia i geni.

Lo zigote non ha solo genoma, ma la capacità di programmarsi per la vita e lo fa sulla base delle informazioni che arrivano dall’ambiente.

Dal concepimento al compimento dei due anni avvengono cose che saranno determinanti per la programmazione fetale, lo sviluppo neurologico, le competenze nel contesto dell’apprendimento.

Stiamo disturbando le reti neuronali con pesticidi, stress, interferenti endocrini, circa 120.000 molecole tossiche scagliate nell’ambiente.

La rivoluzione epigenetica in pediatria: una speranza per l’autismo e un propulsore di longevità

Molto interessanti, al convegno, le relazioni della dott.ssa Monica Greco, che utilizza il test dei fattori epigenetici SDrive “dando voce”, come spesso spiega, ai bambini con la sindrome dello spettro autistico, in molti casi non verbali.

“La sindrome dello spettro autistico è un insieme di segni e sintomi che caratterizzano una  condizione neuropsico biologica, oltre che fisica, del bambino, che portano a un rallentamento, a un   blocco o a una regressione nelle varie tappe del neurosviluppo.

Occorre non incasellare il bambino in una etichetta diagnostica, perché le etichette portano il bambino a sentirsi tale; lavorando bene alla radice dei problemi è possibile migliorare anche il suo neurosviluppo, fino ad arrivare a competenze fisiologiche e compatibili con una normale vita di relazione”.

Il test SDrive è molto utile, come spiega la dottoressa:

Sdrive mi aiuta nelle scelte, grazie alla mappatura di tutte le situazioni che epigeneticamente vanno a influire in quel momento su corpo e psiche del bambino. Riesco ad essere più precisa e mirata nelle scelte terapeutiche.

I marcatori più spesso riscontrati, sono accumulo di metalli  tossici, accumulo di sostanze chimiche e idrocarburi, nonché la presenza di una problematica a livello degli indicatori di resistenza, o caratterizzata da virus post virus o batteri funghi muffe spore e parassiti.

Al pari, la prof Grazia Fenu Pintori, ha portato al convegno l’esperienza di ricercatrice, impegnata in una mappatura dei longevi della zona Ogliastrina, sempre utilizzando SDrive. Anche qui, il test si è rivelato prezioso per identificare caratteristiche sorprendenti, in una popolazione ultracentenaria: ad esempio la presenza di antiossidanti e la assenza di infiammazione cronica silente.

Il  bulbo del capello, archivio a servizio della neonatologia e della pediatria

La tecnologia moderna è straordinaria. La AI ci consente di raccogliere miliardi di dati e sistematizzarli. Nel nostro corpo, il capello è un bio archivio potentissimo; contiene non solo il DNA ma registra tutti i fattori epigenetici entrati in contatto con il nostro sistema. Alimenti, sostanze chimiche, patogeni, emozioni.

Oggi, esiste un modo per leggere questo archivio, popolato da centinaia di fattori epigenetici e comprendere come sta influendo sui marcatori. Ovvero, come sta modificando l’espressione genica.

Può, una madre, fare reale prevenzione primaria? Può individuare prima del concepimento se il suo organismo è in uno stato di equilibrio? Può sapere se sostanze chimiche esterne stanno danneggiando il feto?

La risposta è si, ma necessita di un cambio di paradigma. Serve prendere atto che vi è un nuovo modo di leggere la complessità della vita, laddove la biologia non è destino cieco ma possibilità dinamica.

Dal bulbo del capello, oggi, possiamo leggere oltre 800 fattori epigenetici: vitamine, minerali, amminoacidi, acidi grassi, metabolismo degli zuccheri, sintesi proteica, batteri, virus, muffe, spore, campi elettromagnetici, sostanze chimiche, interferenze ambientali. E altresì lo stato dei sistemi del corpo: immunitario, gastro intestinale, endocrino, cardiovascolare, muscolo scheletrico, adrenergico, cerebrale. Allo stesso tempo, il sistema segnala disturbi in campo emozionale, assenza di sonno.

Nelle mani del medico esperto, SDrive può realmente essere un navigatore capace di orientare il medico al benessere della mamma e del suo bambino.

Disclaimer: S-Drive Italia - Disclaimer - La tecnologia di mappatura e indicizzazione ambientale CELLWELLBEING può essere usata da chiunque. - Non è un dispositivo per diagnosticare, trattare, curare alcuna malattia. L’azionamento di S-Drive NON richiede alcuna calibrazione: questo viene completato automaticamente ogni volta che S-Drive è collegato attraverso il computer dell’operatore a Internet tramite i server ubicati in Germania. Il software e la tecnologia sono pensati per lavorare in automatico senza l’intervento o interpretazione o la valutazione dell’operatore. CELLWELLBEING rende noto che tutte le informazioni contenute nel materiale divulgativo e cartaceo del test di indicizzazione ambientale, comprese le informazioni riguardo al test, sono solo a scopo educativo, divulgativo e informativo e non sono da usare come mezzo per diagnosticare o curare una malattia o allergia o intolleranze alimentari. I test ambientali servono per avere informazioni generali. Non possono essere considerati sistemi per consigliare, curare nessuna malattia o autorizzare prescrizione di terapie. Tutto ciò che riguarda la diagnosi o malattia deve essere trattato da un medico o operatore sanitario autorizzato di comprovata esperienza. Sia l’azienda o chi per essa e gli autori si astengono dal dispensare consigli medici e non si assumano responsabilità. I prodotti CELLWELLBEING sono prodotti per il benessere generale, secondo la definizione del Food and Drag Administration Center relativo ai dispositivi e secondo la normativa Radiological Health. -- “General Wellness: politica per dispositivi a basso rischio” del 29 luglio 2016.

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