Quanto pesa l’esposoma, ovvero l’impatto di fattori ambientali come sostanze chimiche, stress, problemi economici, cibo spazzatura, campi elettromagnetici, sull’invecchiamento?
Rispondiamo con la scienza pubblicata.
Tutto ciò che ossida porta a uno stato di acidosi metabolica e interferisce con la telomerasi.
I telomeri sono le estremità protettive dei cromosomi e si accorciano ad ogni divisione cellulare, svolgendo un ruolo chiave nel processo di invecchiamento.
Possiamo intervenire sul processo di ossidazione? La risposta è si. E la via epigenetica ce la mostra chiaramente.

Le nostre cellule vengono sostituite di continuo: allora perché il corpo invecchia?
L’invecchiamento è una bella sfida per la scienza: le cellule del nostro corpo vengono sostituite a “pacchetti”, eppure l’insieme invecchia.
E nulla di tutto questo è inscritto nel DNA.
Quando il dott. Frisen, con al sue equipe del Karolinska di Stoccolma, si è messo a misurare tutte le cellule del corpo, ci ha rivelato la loro età va dai 7 ai 10 anni in media: ci sono quelle intestinali che cambiano ogni 15 anni, i globuli rossi durano 4 mesi, quelle della pelle 28 giorni e via dicendo.
Allora perché se il corpo continua ad essere in grado di rinnovare i suoi tessuti così bene, la rigenerazione non continua per sempre?
E quanto pesa l’esposoma nel processo che chiamiamo invecchiamento?
Pesa tantissimo…ma il bello è che possiamo fare qualcosa
Invecchiare significa avere risposte più lente alle sfide ambientali. E se è vero che tutto parte dalla cellula, ciò che la affatica, la ossida, la infiamma, è pro invecchiamento.
Pensiamo ai fattori che più comunemente ci ossidano. Ad esempio, ai metalli pesanti. Che sono ovunque, nell’aria, negli alimenti, nell’acqua. Alluminio, mercurio, piombo in primis. Sono sostanze che il corpo non metabolizza da solo e che vanno prese ed espulse. In gergo tecnico, “chelate”.

Metalli pesanti ed AGEs: due punte di diamante dell’esposoma e dell’invecchiamento
“Sono tra i composti più pericolosi per l’uomo: è stato dimostrato che sono concausa del 65% dei decessi nei paesi industrializzati“
dice il dott. Mauro Mario Mariani, spesso sui Canali Rai ed esperto di chelazione.
Un bel piatto di spada e tonno ci potrebbe portare quantità di metil- mercurio, dannose per il cuore. L’alluminio si lega al DNA e si deposita nella cellula neuronale: Le cellule dei pazienti afflitti da demenza senile , in particolare Alzheimer, contengono da quattro a sei volte più alluminio della media.
Inoltre, il nostro alluminio interferisce con l’assorbimento del ferro e del calcio.
Il piombo si deposita nel fegato e nel cervello: adeguate quantità di ferro e calcio nella dieta sembrano limitare la possibilità di assorbirlo.

Gli AGEs e lo zucchero
Paradossalmente, gli Advanced Glycated End Products anche detti AGEs, si chiamano come la parola età in inglese.
Lo zucchero, legandosi alle proteine, provoca un fenomeno pro invecchiante determinando la formazione di AGEs, ovvero glicotossine. Un esempio perfetto è il pane tostato: quando da bianco diventa dorato avviene un tipico fenomeno di glicazione, ergo un legame fra zuccheri e proteine. Da questi legami, derivano ponti anomali fra una molecola e l’altra, che alterano e distruggono i tessuti stessi.

Glicazione e ossidazione sono i due fenomeni principe dell’invecchiamento. E guarda caso sono legatissimi all’esposoma.
Perciò non è solo importante ridurre gli zuccheri semplici ma altresì mantenere gli antiossidanti in equilibrio considerato che a produrre ossidazione sono innumerevoli fattori: fumo, alcol, farmaci, stress. Esposoma puro.
Invecchiamento: quanto dipende dall’esposoma e cosa possiamo fare?
Abbiamo fatto solo due esempi di una lista infinita.
Anche l’eccesso di sport è pro ossidante. LE emozioni negative sono pro ossidanti.
Tutti questi fattori alterano le proteine e ci portano verso un invecchiamento veloce. Invece, l’introduzione di grassi buoni come l’olio Evo e l’integrazione di antiossidanti come l’acido alfa lipoico fanno un gran bene all’organismo.
Considerato che il 98% dell’espressione genica dipende dall’ambiente, il nesso fra invecchiamento e esposoma è molto più forte di quanto ciascuno di noi immagini.
“Calcio zolfo selenio zinco ferro manganese i sei che il corpo utilizza contro metalli tossici; sono catalizzatori, permettono al corpo di difendersi dall’invasione di queste sostanze xenobiotiche“
spiega il dottor Bartolomeo Allegrini, docente presso la Scuola di Alta Formazione Epigenetica e clinico che utilizza il test dei fattori epigenetico SDrive con risultati straordinari.
Il test dei fattori SDrive ci dice a cosa siamo maggiormente esposti
Cinque minuti. Il bulbo di 3 o 4 capelli. La tecnologia biofisica e la AI. E avremo oltre 800 fattori epigenetici: un’istantanea di quello che sta accadendo nell’organismo. Siamo in deficit di minerali alcalini e antiossidanti? La nostra sintesi proteica non funziona bene? Siamo in resistenza insulinica? Abbiamo metalli pesanti in corpo o siamo intasati di idrocarburi? Abbiamo riattivazioni virali che mandano in tilt il sistema immunitario?
Il medico attraverso SDrive può vedere tutto questo. Integrare ciò che va integrato, riequlibrare ciò che è andato in squilibrio.
Soprattutto, può ricondurre un ambiente acido allo stato alcalino, in maniera mirata.
Un aspetto giovane non prescinde dalla salute cellulare. E l’invecchiamento si può rallentare, agendo sull’esposoma. La scienza epigenetica spalanca nuove porte.
