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Glifosato: l’erbicida tossico da cui le cellule vanno difese

Il glifosato, l’erbicida più utilizzato al mondo, è realmente tossico? Nel 2015, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’OMS ha classificato il glifosato come “probabile cancerogeno per l’uomo”. Ovvero, un fattore tossico.

Il glifosato è un erbicida sistemico non selettivo, il che significa che uccide le piante su cui viene applicato, indipendentemente dalla loro specie. Esso agisce inibendo un enzima specifico presente nelle piante, essenziale per la loro crescita. 

Lo troviamo praticamente ovunque nella nostra catena alimentare, nell’acqua che beviamo e nell’aria che respiriamo. Ora, dopo anni di battibecchi, denunce e pressioni industriali, l’Istituto Ramazzini ci dà conferme drammatiche sull’impatto di questo prodotto chimico. Esso è dannosissimo per le nostre cellule, per  il nostro sistema endocrino e nervoso.

Il glifosato è tossico? Tumori e leucemie

Uno studio sui topi, che ha analizzato l’esposizione cronica al glifosato -iniziata in utero e protratta per due anni- ha rilevato un aumento significativo e dose-dipendente di tumori multipli. Leucemie precoci, tumori del sistema nervoso, della pelle, del fegato, delle ossa e della tiroide.

Gli effetti si sono manifestati anche a dosi corrispondenti all’attuale soglia ritenuta “sicura” dall’Unione Europea (0,5 mg/kg/die).

In particolare, nel caso delle leucemie, il 40% degli animali esposti è morto nel primo anno di vita, mentre nel gruppo di controllo non è stato osservato alcun caso.

Glifosato, l’erbicida tossico connesso anche a autismo e Parkinson

Abbiamo spiegato come, durante l’embriogenesi, si creino le sinapsi e i percorsi neurologici facilmente intaccabili da sostanze chimiche. I neuroni sono come piccoli ragni che procedono su tele create in tempo reale: cosa accade se un interferente endocrino o una molecola tossica disturbano questa delicata fase? I

l glifosato può contribuire allo sviluppo di malattie come autismo e morbo di Parkinson. Esso agisce come co-fattore ambientale e danneggiando il sistema nervoso fin dalle prime fasi della vita.

Glifosato, un fattore che altera il microbiota intestinale

Abbiamo parlato di come l’intestino sia connesso al cervello. E di come le disbiosi intestinali portino l’infiammazione in sede neurologica, attraverso l’asse intestino cervello.
La questione, oggi, non è più se il glifosato sia pericoloso.

La vera domanda è: perché continuiamo a tollerarne l’utilizzo in ambiti così sensibili — come parchi pubblici, giardini scolastici e aree verdi urbane — pur conoscendone la tossicità documentata? Il glifosato è un simbolo di una contaminazione sistemica che non agisce da sola: si combina con metalli pesanti, microplastiche e altre sostanze chimiche, potenziandone gli effetti nocivi attraverso meccanismi sinergici e cumulativi

Hai sostanze chimiche tossiche e metalli pesanti in corpo?

S-Drive è una tecnologia in grado di mappare oltre 800 marcatori epigenetici partendo dal bulbo del capello, uno dei bio-marker più potenti del nostro organismo: in 15 minuti avremo un report completo su vitamine, aminoacidi, minerali, acidi grassi, antiossidanti, impatto ambientale, metalli pesanti, campi elettromagnetici.

La mappatura effettuata da SDrive è unica al mondo. Attraverso la radice del capello, la bio fisica consente di leggere tutti gli spettri di frequenza, dal violetto all’infrarosso. Essi sono conservati in quel formidabile archivio che è il capello.

Le informazioni registrate nel capello vengono elaborate digitalmente e inviati tramite una connessione Internet al Centro tecnologico S Drive ad Amburgo, in Germania, al fine di conseguire il report: un rapporto completo su immunità e benessere.

Un modo certo per rilevare sostanze chimiche

Le sostanze chimiche tossiche come il glifosato vengono immediatamente segnalate dal sistema, consentendo al medico di medicina integrata di individuare la modalità migliore di detossinare l’organismo.

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