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Fibromialgia: un dolore scatenato dalle tossine.

La fibromialgia è una sindrome dolorosissima. Letteralmente, significa dolore delle strutture connettivali fibrose (legamenti e tendini) e dei muscoli.

La parola sindrome definisce segni e sintomi clinici che sono presenti in contemporanea, fra cui disturbi del sonno e dell’umore.

Gli esperti ritengono che sia un insieme di fattori a portare alla comparsa dei suoi sintomi, inclusi fattori genetici, infettivi, ormonali, traumi fisici e psicologici.

Ma perché il sistema corpo precipita in questo dolore onnipresente?

Il dolore è scatenato dalle tossine

Le nostre cellule navigano in un “mare” che viene definito matrice extracellulare. Noi siamo una macchina per produrre energia, ogni giorno respiriamo ossigeno e ingeriamo nutrienti che vengono processati a livello cellulare. Al pari, eliminiamo le scorie del processo metabolico.

Se le tossine restano all’interno, il processo infiammatorio si scatena progressivamente.

Nella fibromialgia, lo spazio fra le cellule passa dallo stato “sol” (alcalino) e “gel” (acido).

La matrice extracellulare diventa una sorta di “palude”, poiché arrivano tossine nei capillari dal sangue e riempiono la matrice.

Cosa provoca l’intasamento da tossine nella fibromialgia?

Le cause sono in gran parte epigenetiche. Emozioni, stress, hanno un ruolo rilevante. Ma altresì l’intestino, da cui partono tossine come l’LPS, lipo polisaccaride che proviene dalla Escherichia Coli.

Nella fibromialgia vi è anche una dis-regolazione del sistema neurovegetativo: il sistema nervoso autonomo viene spinto in stato di accelerazione e va a chiuderei vasi linfatici. Perciò, le tossine che si stanno accumulando nella matrice non possono defluire attraverso i vasi linfatici.

Infine, le cellule, ridotte in stato di ipossia (mancanza di ossigeno), passano da una respirazione aerobica a una anaerobica e producono acido lattico, che libera lattato e ioni H+, i quali acidificano la matrice.

Come mai le tossine della matrice extracellulare diventano dolore?

Nella matrice ci sono i nocicettori, ricettori del dolore. Quando tutto diventa acido, essi cominciano a mandare segnali forti attraverso le fibre nervose, prima verso il midollo e poi verso il sistema nervoso centrale. Da qui, una amplificazione del segnale attraverso i neuro trasmettitori e le vie del dolore: come se arrivassero tante scariche veloci attraverso il sistema nervoso centrale, che porta dolore a tutte le parti del corpo.

La matrice extra cellulare arriva dai capelli ai piedi, siamo fatti di cellule: ecco perché il dolore è diffuso e migrante. Bruciante, a volte si sfiora la allodinia. Ovvero il dolore suscitato da uno stimolo che normalmente non lo provoca (come sfiorare la pelle, ad esempio).

Disbiosi intestinale e alimentazione sbagliata: un altro fattore che porta tossine e causa la fibromialgia

L’iter che porta la matrice extracellulare a riempirsi di tossine non prescinde, naturalmente, dall’alimentazione. I grani raffinati contengono quasi tutti glutine, sono pro infiammatori, così come i cibi processati industrialmente, l’eccesso di caseina, lo zucchero.

Pensiamo poi al carico di tossine portato da pesticidi, interferenti endocrini, metalli pesanti: tutte tossine non metabolizzabili, quindi impossibili da smaltire per l’organismo.

Al pari, sono tantissimi ormai gli studi che collegano la disbiosi intestinale alla fibromialgia.

Il nostro microbiota intestinale è fatto da trilioni di batteri e micorganismi e ha un ruolo nella regolazione dei principali sistemi fisiologici del corpo. Compreso il sistema nervoso centrale.
Quando c’è uno stato di disbiosi, ovvero di alterazione del microbiota, si attivano diverse vie di segnale delle cellule intestinali, portando alla sovra-produzione di sostanze infiammatorie.

Queste ultime,  oltre a causare lesioni intestinali, raggiungono il cervello attraverso la circolazione sanguigna, contribuendo allo sviluppo di disfunzioni cerebrali. 

Infine: le tossine portate dallo stress

Quando i neurotrasmettitori si alterano, si avverte un dolore che la persona sana non avverte di norma.

Questo processo si accompagna a un abbassamento della serotonina e a un aumento del glutammato.

L’abbassamento della serotonina arriva nel 95% dei casi da una disbiosi intestinale: l’asse intestino-cervello fa sì che anche questo fattore abbia ripercussioni ben oltre le zone del corpo in cui viene generato.

Lutti, traumi latenti, sono due elementi che vengono di colpo slatentizzati con la fibromialgia.

Ecco perché i pazienti vengono spesso trattati con antidepressivi, senza però la necessaria comprensione del dissesto che sta coinvolgendo tutto l’organismo.

 
Fibromialgia, carico di tossine, dolore fisico e psichico: quale rimedio?

La fibromialgia è una sindrome complessa. Si tratta di una grande sofferenza alla quale nessuno sa porre rimedio e alla lunga viene sviluppato un atteggiamento depressivo, a causa della situazione.

La medicina ufficiale agisce sul sintomo e somministra  cortisone, che  dà un effetto momentaneo ma non risolve il problema alla radice. Ovvero, le tossine che intossicano la matrice e provocano infiammazione, dolore, dissesto.

Il test dei marcatori epigenetici SDrive: leggere tutto l’organismo in 15 minuti

Esiste una tecnologia potentissima, semplicissima, in grado di leggere tutto il nostro organismo dal bulbo di tre o quatto capelli levati alla radice della nuca. Si chiama SDrive e unisce la biofisica e l’intelligenza artificiale consentendo al medico di avere una fotografia perfetta del paziente: vitamine, minerali, amminoacidi, antiossidanti, fattori infiammatori, metabolismo degli zuccheri, sintesi proteica, presenza di metalli pesanti o di agenti patogeni. Oltre a ciò viene rilevato ogni sistema del corpo: adrenergico, cerebrale, muscolo scheletrico, gastro intestinale, immunitario, cardiovascolare, endocrino. Insieme a sonno, emozioni, idratazione cellulare. Infine, emerge un eventuale stato infiammatorio legato a campi elettromagnetici.

SDrive legge tutte le informazioni epigenetiche per risonanza, grazie alla bobina di Tesla al suo interno; esse vengono inviate a un processore che le traduce in un report di oltre 30 pagine.

La soluzione epigenetica

Dopo gli anni Duemila, nella fattispecie dopo la mappatura del genoma umano, la scienza ha scoperto che gran parte dell’espressione genica -circa il 98%- dipende da fattori ambientali. Il DNA codificante è più o meno il 2%.

Certo, abbiamo rischi congeniti alla nascita ma possiamo gestire salute e invecchiamento con la consapevolezza che il DNA non è il nostro destino.

Con uno strumento che porti alla sua attenzione tutti i fattori di squilibrio epigenetici, il medico potrà avere un’idea chiara degli elementi su cui lavorare, per sanare progressivamente l’intasamento da tossine e spegnere dolore e infiammazione.  

Come può, tutto questo, essere letto dai capelli? La radice, il bulbo dei capelli contiene il nostro DNA. Ma rivela altresì l’impatto dei fattori ambientali sul nostro organismo, che ha una preponderanza del 98% sulla nostra salute.

Il DNA contiene la nostra sequenza genica: ma il modo in cui il 98% dei nostri geni si esprime dipende da fattori epigenetici, ergo ambientali. Il DNA è l’alfabeto, il libro che scriviamo dipende per gran parte da come mangiamo, pensiamo, viviamo.

Anche la fibromialgia e il suo carico di tossine dipende da fattori ambientali reversibili.

Vi lasciamo un piccolo approfondimento qui. Questa è scienza!

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Un nostro consulente ti contatterà per spiegarti come funziona il test e aiutarti a fissare l’appuntamento più comodo per te.

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