L’epigenetica rappresenta molto più di una speranza per l’autismo.
La grande domanda in cui possiamo ascrivere le problematiche del neurosviluppo è “quanta importanza hanno i fattori ambientali”?
L’epigenetica ci dà già una grande risposta a priori: circa il 98% dell’espressione genica è determinato da fattori ambientali. Le restanti riflessioni ci arrivano dalla clinica di una grande dottoressa, Monica Greco, impegnata da anni ad aiutare i bambini afflitti da questa sindrome e le loro famiglie.
Grazie all’utilizzo del test dei fattori epigenetici SDrive e a una grande competenza maturata sul campo, la dottoressa Greco riesce a ottenere immensi miglioramenti nei piccoli pazienti. E oggi, proprio in virtù di questa esperienza, si sta creando un team capace di portare in tutta Italia l’approccio risolutivo che Monica Greco ha messo in campo.
Proprio il 18 gennaio, verrà presentato il progetto Noi per l’Autismo, fortemente voluto da Simona Nava e Giorgio Terziani.
Autismo: non una malattia ma un disturbo per gran parte epigenetico
L’autismo, come altre sindromi del neurosviluppo, non è una malattia del cervello. Esso è un disturbo delle reti neuronali e ha profondamente a che fare con la programmazione epigenetica.
le reti neuronali dei bambini si formano nei primi 1000 giorni di vita.
La sinaptogenesi inizia alla fine del secondo mese: ogni neurone ha da 1500 a 12.000 sinapsi in media. Non esistono due neuroni uguali, ne abbiamo 84 miliardi nella sola corteccia. Ebbene, questo ha poco a che fare con il DNA in quanto tale, ma con la sua espressione guidata dall’ambiente.
“Pensate al neurone come a un ragno –spiegava il grande pediatra ed esperto di neurosviluppo Ernesto Burgio– Immaginate milioni di ragni che stanno camminando, si fanno loro stessi la tela su cui devono camminare, comunicano tra di loro, ricevono i messaggi, capiscono che devono andare sulla base dei messaggi perché hanno un sistema di navigazione interno. Hanno imparato in milioni di anni a fare tutto questo. Attenzione però, perché se arrivano i messaggi sbagliati, chiaramente vanno in confusione.
Ma quali sono i messaggi sbagliati che disturbano la rete neurale?
Perché l’epigenetica è una grande speranza?
L’epigenetica ci consente di identificare i fattori che stanno scompensando un organismo. Ad esempio, i campi elettromagnetici, fortemente ossidanti a livello cellulare, sono fra questi. L’alcolè un elemento tossico per il feto, perché influisce su metilazione e acetilazione del DNA. Sostanze chimiche, come il bisfenolo A, che si trova nelle plastiche, è un interferente endocrino.
Sono centinaia le sostanze che disturbano la programmazione embrionale.
Ogni millisecondo in ogni cellula c’è un pezzetto di DNA che viene letto e trascritto, in modo che varia sulla base dell’informazione che gli arriva.
Ovviamente, se noi respiriamo particolato, ingeriamo metalli pesanti o sostanze che non ci sono state per milioni di anni, il sistema reagisce.
E reagisce in qualche modo cercando di prendere degli accorgimenti difensivi.
“I campi elettromagnetici endogeni vengono usati dalle nostre cellule per migrare. Quindi è chiaro che se la mamma usa il cellulare, sta interferendo con la migrazione delle cellule, afferma ancora il prof. Burgio.
Metalli tossici, post virosi, geopatie e altri interferenti
La dottoressa Monica Greco ha una casistica piuttosto ampia.
“Quelli che ho riscontrato essere più frequenti dal punto di vista epidemiologico e statistico nei report in bambini di questo genere, sono accumulo di metalli tossici, accumulo di sostanze chimiche e idrocarburi; in più, riscontro spesso post virosi o batteri, funghi, muffe spore e parassiti.
Un altro aspetto frequente è ipersensibilità a geopatie ed elettromagnetismo.
La sindrome di spettro autistico ha al suo interno sfaccettature immense.
Grazie al test dei fattori epigenetici SDrive, la dottoressa Greco è in grado di unire i puntini. Perché nel report, ottenuto grazie a 3 o 4 capelli estratti alla radice, si trovano oltre 800 fattori epigenetici. “Anche solo dalla lacuna di amminoacidi inizio a fare ragionamenti che mi cambiano la prospettiva. Leggo citrullina e arginina e mi viene spontaneo ragionare su polimorfismi”.
L’eziopatogenesi dei problemi del neurosviluppo è multifattoriale e solo una lettura dell’organismo su più livelli può consentire quel riequilibrio provvidenziale per la salute di mamma e bambino.
Qualche esempio di come l’epigenetica rappresenti una reale speranza
Alcuni disturbi sono tipici della sindrome dello spettro autistico.
“Picacismo, anoressia nervosa, bulimia, ruminazione, binge eating, spesso derivano da un carico di istamina e dal microbiota in disordine; il nervo vago non riesce più a gestire la parasimpaticotonia elevata”.
Al pari, sono lesivi i quadri infiammatori legati a streptococchi, citomegalovirus, Epstein Barr: “la situazione infiammatoria intestinale diventa neuro infiammazione, con etero e autolesionismi. con SDrive abbiamo la possibilità di conoscere bene le sindromi, quando ci sono disturbi ossessivo compulsivi associati a tic andiamo a vedere triggers infiammatori da riattivazione virale
Metalli pesanti, campi elettromagnetici, muffe, spore, funghi, presenza alta di lipo polissaccaridi, mancanza di oligoelementi, sono tutti fattori che incidono e il test consente di vedere immediatamente quali di essi stanno interferendo sul campo.
Nel caso di Alfonso, bimbo che vomitava tantissimo e aveva macchie feroci sulla schiena, il test ha evidenziato il fabbisogno di amminoacidi essenziali per la funzione mitocondriale.
Il bambino aveva un forte stress ossidativo, il test segnalava sfide ambientali da radiazioni, virus funghi e batteri. Il suo sistema di detossificazione era intasato ed eliminava le tossine in tutti i modi possibili”.
“Cambiare prospettiva è il dovere di ogni terapeuta– ha affermato la dottoressa Greco- Ripulito lo stress ossidativo, migliorata la sensibilità da radiazioni, svolto un lavoro su integrazione e alimentazione, il bambino ha iniziato a migliorare”.
Il test SDrive come prezioso supporto alla clinica
Molto spesso, senza bussola epigenetica si procede alla cieca.
“Quante volte diamo Omega 3 senza sapere quale acido grasso essenziale serve”? prosegue Greco. “Spesso integriamo con troppe sostanze che creano un carico eccessivo. Il test SDrive mi ha consentito di trattare la sindrome dello spettro autistico con il supporto di una bussola epigenetica che mi aiuta a trovare la via giusta caso per caso”.
I bambini con la sindrome dello spettro autistico spesso non sono verbali.
“SDrive mi aiuta nelle scelte bypassando i problemi del tempo e dello spazio. Grazie alla mappatura epigenetica possiamo leggere tutte le situazioni che vanno a influire in quel momento su corpo e psiche del bambino. Riesco ad essere più precisa e mirata nelle scelte terapeutiche”.
