Al Congresso del 13 settembre scorso, tenutosi come sempre a Bologna, presso l’hotel Savoy, dal titolo “Dalla cellula alla longevità”, un filo conduttore univa i meravigliosi interventi di esperti della psiche, del sistema immunitario, di biomichimica, microbiota, fertilità, sonno, campi elettromagnetici.
Possiamo tradurre il concetto basilare con una frase del prof Eugenio Luigi Iorio, uno dei massimi esperti mondiali di stress ossidativo: “ogni cellula reagisce costantemente al suo ambiente”.
Cos’ è ci che chiamiamo malattia? “Una perdita di comunicazione corretta. In parte genera energia, in parte genera segnali”.
Ogni elemento che disturba l’equilibrio cellulare –possa essere stress psichico, sostanze chimiche, parassiti, alimentazione scorretta- influisce sulla metilazione del DNA. Che significa impedire la lettura di alcune sequenze geniche.
“Nel cancro la metilazione è disregolata” spiega il prof Mauro Miceli, farmacologo e biochimico, autore di una splendida relazione –con autorevoli riferimenti scientifici: “la metilazione modifica il genoma senza alterarne la sequenza e permette un adattamento rapido e trasmissibile. In molti tumori è stata rilevata una ipometilazione globale del DNA”.
Lo stesso problema, scatenato da più fattori
Lo stesso problema, da un altro punto di vista, è quello di radiazioni che aumentano il carico biologico sopportabile dal sistema. Lo ha specificato Giuseppe Napoli, medico con una preparazione poliedrica, riferendosi alle radiazioni da campi elettromagnetici. “Quando il carico supera la capacità di adattamento, subentra stress ossidativo e danno ai mitocondri”. Cosa grave, se si considera che intorno ai mitocondri ruota la produzione di energia e che è proprio il DNA mitocondriale a essere passato dalla mamma al figlio.
Al pari, la dottoressa Simona Nava, ginecologa, parlando della feroce dermatite di una paziente, cita come elementi fondanti l’assenza di zinco, la presenza di metalli pesanti come mercurio e cadmio che bloccano l’assorbimento dello iodio e sono interferenti endocrini (il cadmio mima gli estrogeni alterando il segnale con il recettore) ed era assente di vitamine fondamentali.
Anche in questo caso, la dis regolazione del sistema produce lo squilibrio che porta alla patologia. L’organismo cerca sempre di riparare. Anche in caso di forti apnee notturne dei bambini, argomento portato dalla dott.ssa Maria Pia Villa, esperta di problemi del sonno e della mancanza di ossigeno. “La difesa antiossidante è una rete che inizia con la detossificazione, poi prosegue con la rigenerazione e la riparazione.
“I bersagli sono lipidi, proteine e DNA. Quando la riparazione non regge a causa di notti in quelle condizioni, non esiste adattamento. Abbiamo produzione di energia alterata, senescenza e apoptosi cellulare”.
E’ il microambiente a trasformare il danno in malattia dell’endotelio con ossido nitrico basso. “La terapia deve ridurre la sorgente, rafforzare il contesto e modulare il bersaglio”.

Siamo un software che reagisce all’ambiente: ed è un sistema duale
Il dottor Bartolomeo Allegrini, durante la sua relazione sul nervo vago, ha parlato delle due forze che dirigono l’organismo: espansione e ritrazione. L’equilibrio cerca di farsi strada fra “anti” e “pro”. “Nel tronco encefalo è già insita la regola dell’alternanza delle due fasi anabolica e catabolica per mantenere vitale ogni struttura. L’ipotalamo è il grande dimenticato dalla medicina. Esso è centro di regia modulato attraverso attività e mediazione della serotonina e della melatonina”. Non solo. Qui avviene il monitoraggio di temperatura, luce, nutrizione, idratazione, stress, respiro e movimento. “L’alterazione della regolazione metabolica è una delle prime spie di invecchiamento”.
Da qui l’importanza del recupero, dei ritmi sonno veglia. “Si parla tanto di infiammazione cronica, elevati livelli di stress, leaky gut, alterazioni del microbiota. Si stanno riaffacciando tanti virus. Tante iperattivazioni di segnale. Il parasipatico, con il nervo vago, gioca un grosso ruolo”.
La lezione che traiamo è che tutto in noi è connesso. La visione deve essere sistemica.
L’espressione genetica incide sulla fisiologia quotidiana. Ma è l’ambiente che determina l’espressione genica. Le cellule si riprogrammano, la cromatina si rimodella.

Perché la medicina dovrebbe cambiare paradigma? La parola alla scienza
La visione è stata ben espressa dalla matematica e fisica Chiara Zagonel, con il supporto di quasi cento anni di fisica quantistica e numerose ricerche che, ormai, hanno avallato l’entanglement negli atomi.
“L’intero è più della somma delle parti e ce lo dimostra l’atomo. La fisica classica ci dice che carica elettrica quando ruota perde energia. Ci si aspetta che elettrone collassi sul nucleo, ma non succede. L’atomo è stabile e non dipende dalle sue parti. Non possiamo capire un tutto guardandolo in pezzi”.
L’entanglement ci dimostra -ormai anche a livello atomico- che due particelle, quando interagiscono, mantengono un collegamento perenne. “L’entanglement è la regola del nostro universo, la necessità di separare viene dal nostro cervello. Le scienze biologiche ignorano la visione quantistica, si muovono su regole ottocentesche. Diderot separò materia e coscienza come arma contro la Chiesa, era una mossa politica”. Oggi, la materia di cui parla la fisica classica “è il 4% del totale. Il resto lo chiamiamo materia oscura, semplicemente non risponde alle nostre regole”. La scienziata parla del cosiddetto “effetto tunnel”: “nell’ottobre del 2025 tre fisici hanno preso il Nobel per aver mostrato che un circuito elettrico si comportava come particella subatomica, superando barriere energetiche”. Una rivoluzione di paradigma, che ci permette di guardare la realtà con occhi nuovi.
“La natura è olistica. Nel senso che Yannus Mutz definì: l’intero è più della somma delle parti”.
Le cellule comunicano tramite vibrazioni e rispondono all’ambiente
Debora Cuini, medico chirurgo, porta l’esempio di un esperimento fatto nel 2019 con il primo ballerino del Teatro alla Scala Mick Zeni, parte del progetto italiano Call Melodies sviluppato dal medico e ricercatore Carlo Ventura. Le dinamiche vibrazionali e i battiti cardiaci del ballerino sono stati registrati, convertiti in vibrazioni meccaniche e acustiche e inviati a colture di cellule in vitro, in particolare staminali adulte. Dopo una prima fase di risonanza passiva, le cellule hanno modificato il proprio pattern vibrazionale interno. “Mick ama ballare, il suo cuore è in coerenza. E il campo ha influenzato le cellule, ottimizzando le performance metaboliche”.
I nuovi strumenti come il test dei fattori epigenetici SDrive non misurano quantitativi biochimici, ma leggono il campo informazionale e vibrazionale in cui si muovono le cellule.
