I fattori epigenetici, ovvero le influenze ambientali, cambiano letteralmente la tua salute.
Questa affermazione è pertinente: attiene all’epigenetica, la branca della scienza che oltre 25 anni fa ci ha dimostrato come il DNA non sia il nostro destino.
Il DNA è una sequenza di caratteri ereditari, un programma: ma il software, cioè il modo in cui questo programma viene utilizzato, dipende al 98% dall’impatto dei fattori epigenetici.
Nel programma, solo il 2% è immutabile, ovvero codifica una specifica proteina o una catena polipeptidica: il restante 98% non agisce in modo deterministico, bensì sulla base di informazioni che arrivano dall’ambiente.
Un tempo questa porzione immensa veniva chiamata DNA spazzatura, poiché non se ne comprendeva il significato. Oggi, l’epigenetica ci chiarisce che non esiste alcuna spazzatura, anzi! Sono infinite le influenze chimiche capaci di mutare la sintesi proteica.
Cosa sono i fattori epigenetici?
I fattori epigenetici sono le innumerevoli influenze ambientali che influiscono NON sulla sequenza genetica ma sulla ESPRESSIONE di quest’ultima. Ovvero, che fanno si che quel gene “si accenda” o “rimanga spento”. Ad esempio, una predisposizione alla malattia può rimanere spenta.
L’alimentazione è uno dei più potenti fattori epigenetici, pesa per oltre il 60% sulla nostra espressione genica. Va detto che oggi, con il depauperamento degli alimenti, evitare le carenze nutrizionali attraverso l’integrazione mirata è quasi imprescindibile.
L’impatto della psiche è un altro fattore epigenetico potentissimo: la PNEI, PsicoNeuroEndocrinoImmunologia ci dimostra come l’aspetto psichico impatti su quello neurologico, endocrino e immunitario. La paura, ad esempio, è un potente inibitore immunitario. Inserisce nel nostro cervello il “pilota automatico” dell’amigdala, il centro della paura, che esautora la parte più profonda del ragionamento creativo e influisce sui neurotrasmettitori.
Le sostanze chimiche, i pesticidi, gli interferenti endocrini sono fattori epigenetici onnipresenti nella nostra società, che scaglia nell’ambiente oltre 120.000 molecole tossiche. Ad esempio, mentre si formano le sinapsi del feto, nei primi mesi di vita, l’influsso di interferenti endocrini altera l’espansione neuronale. Immaginiamo i neuroni come ragni che costruiscono tele, connessioni; fattori in grado di alterare il processo porteranno danni al sistema di neurosviluppo del feto.
Poi, c’è l’impatto sempre più forte dei campi elettromagnetici, che ci coinvolge in quanto esseri bio risonanti e composti di acqua strutturata. Numerosi sono ormai gli studi che ci mostrano l’ossidazione cellulare e i danni cerebrali conseguenti ai CEM.
Cibi processati, carenze nutrizionali, parassiti, virus e batteri, sostanze chimiche, interferenze ambientali, sono tutti fattori epigenetici che alterano i marcatori.
Sport, stress, sonno; le tre S che contano
I fattori epigenetici cambiano la nostra salute.
Lo sport è in grado di modificare tantissimo l’espressione genica, in meglio si intende. Copiosi, gli studi in materia. Poi ci sono virus, batteri, muffe, spore: abbiamo poco più di 20.000 geni e circa 3 milioni di batteri con un DNA, che incide sul nostro sistema corpo, sulla nostra risposta immunitaria, radicata fortemente nell’intestino.
Lo stress è un meccanismo che agisce sull’asse ipotalamo surrene, con forti incidenze endocrine e immunitarie. Esso è alla base di quella infiammazione cronica silente che porta le cellule a ossidarsi.
Al pari, l’assenza o l’insufficienza di sonno influisce sull’assetto ormonale, sulla pressione sanguigna, sul metabolismo e incide sul processo di invecchiamento.
Come fanno i fattori epigenetici a modificare l’espressione genica?
Per capire come tutto ciò che attiene all’impatto ambientale altera l’espressione dei nostri geni, dobbiamo capire come è strutturato il DNA dentro le cellule.
Il DNA è arrotolato intorno a proteine chiamate istoni e compone la cromatina; in sostanza è impacchettato in modo più o meno compatto. Se è molto condensato, per l’RNA è difficile leggere le sequenze al fine di produrre quella proteina specifica. Perciò, alcuni geni rischiano di rimanere spenti. Se viceversa è più rilassato, la lettura risulta agevole.
Ebbene, l’impatto dei fattori epigenetici qui è notevole. Perché essi portano modifiche chimiche al DNA o alle proteine che agiscono come interruttori, spegnendo o accendendo gruppi di geni.
I marcatori epigenetici sono, appunto, queste modifiche portate da gruppi di molecole chimiche capaci di alterare la lettura delle sequenze.
In sostanza, il funzionamento della rete dei geni viene adeguato, in ogni istante, alle esigenze dell’organismo. Il recettore di tutti i segnali che arrivano dall’esterno, ovvero dall’ambiente, sono le nostre cellule!
Cosa sono i marcatori epigenetici?
I marcatori epigenetici sono modifiche chimiche al DNA e alle proteine che cambiano l’espressione genica senza alterare la sequenza del DNA, agendo come “interruttori” che possono accendere o spegnere i geni.
Ad esempio, la metilazione del DNA e le modifiche agli istoni, sono marcatori epigenetici. E sono influenzati da fattori ambientali, stili di vita, diete, inquinanti, stress.
I marcatori epigenetici sono “etichette” chimiche che vengono aggiunte al DNA o alle proteine associate. Essi determinano se la cromatina è più o meno compatta, perciò agiscono sulla sintesi proteica.
Con l’avanzare dell’età, i modelli di metilazione del DNA cambiano in modo prevedibile, contribuendo alla formazione degli “orologi epigenetici” che indicano l’età biologica.
Anche i micro RNA (brevi sequenze di RNA non codificanti) sono considerati un tipo di marcatore epigenetico. La degradazione dell’mRNA o la repressione della traduzione in proteina, sono tutte alterazioni dell’espressione genica indotte.
Ad esempio, miRNA caricati sulle superfici degli impianti in titanio sono risultati efficaci nello stimolare l’espressione di geni correlati alla differenziazione degli osteoblasti, osteogenesi, osteointegrazione e riparazione dei tessuti mineralizzati. I miRNA si legano all’RNA messaggero (mRNA) portandolo alla degradazione o al suo silenziamento, controllando così l’espressione dei geni che sono coinvolti nella proliferazione e nella sopravvivenza cellulare. Essi sono uno degli elementi su cui si sta concentrando la ricerca evoluta contro il cancro.
Verso una medicina personalizzata
Tutto questo apre la strada a una medicina personalizzata, con la consapevolezza scientifica che ogni organismo reagisce in maniera diversa e ha caratteristiche diverse.
Basti pensare che una semplice lacuna di acidi grassi essenziali rende più rigida la parete delle cellule e cambia il tipo di informazione che arriva al DNA.
O che uno stress forte può deregolare un micro RNA portando allo sviluppo di diverse patologie. Fattori come lo stress ossidativo possono alterare i micro RNA: ed esso è causato da tantissimi fattori epigenetici! Ad esempio una cattiva alimentazione o una elettrosensibilità.
Gli esempi sono migliaia. Ma il principio è sempre lo stesso: i fattori epigenetici alterano i marcatori, portando a una differente produzione proteica.
Come facciamo a sapere se e quali fattori epigenetici stanno alterando la nostra salute?
Oggi esistono tecnologie avanzate, in grado di dirci quali fattori epigenetici stanno portando squilibrio nel nostro sistema.
Il test SDrive è una tecnologia che, in soli 15 minuti, ci dà un report con oltre 800 fattori epigenetici: vitamine, minerali, amminoacidi, antiossidanti, acidi grassi, sintesi proteica, metabolismo degli zuccheri, virus, batteri, spore, muffe, funghi, sostanze chimiche, campi elettromagnetici, sonno, emozioni.
SDrive legge il bio marcatore più potente che abbiamo, ergo il bulbo del capello estratto dalla nuca: bastano 3 o 4 capelli per consentire alla tecnologia di bio risonanza di SDrive la lettura esatta di un organismo. Grazie a questo, il medico potrà fruire di un navigatore potente, al fine non solo di prevenire ma altresì di trovare le cause che hanno condotto alla malattia.
