L’ansia è davvero fragilità o un segnale che il nostro sistema nervoso ci manda per proteggerci?
Rispondiamo con le parole di uno dei medici più capaci nell’utilizzo del test dei marcatori epigenetici SDrive, il dottor Giuseppe Napoli.
Chi è in stato d’ansia viene d’abitudine classificato mente fragile, che non riesce a contrastare emozioni e stress. Ma, come dice il dottor Napoli, particolarmente esperto nel trattare patologie neurovegetative, “l’ansia non è una debolezza o una cattiva abitudine da correggere. Non nasce da una mente fragile, ma da un sistema nervoso che sta facendo il lavoro di proteggerti”.
E qui dobbiamo introdurre un attore importante, il nervo vago. Perché non è solo una questione di pensieri negativi, ma di fisiologia.
L’ansia non è un’abitudine ma una risposta fisiologica, profonda, radicata nel nostro sistema nervoso.
Il nervo vago, un attore fondamentale del sistema nervoso
Il nervo vago, il cui nome definisce il “vagabondo” riflette proprio questa estensione diffusa e ramificata.
Il vago è uno dei nervi più lunghi del corpo umano. La sua lunghezza complessiva può superare i 50 cm considerando tutte le diramazioni.
Il nervo vago e il cervello sono connessi in una relazione bidirezionale che definisce molte funzioni vitali del nostro corpo e della nostra mente. Compresa la gestione dello stress, delle emozioni , della digestione e del comportamento sociale.
“Immaginate il cervello come una centrale di comando e il nervo vago come una autostrada a doppio senso, che collega questa centrale a tutto il corpo. In particolare agli organi interni” spiega il dottor Napoli.
Ma il nervo vago non trasporta solo ordini dall’alto verso il basso bensì anche il contrario. Infatti circa l’80% delle fibre del nervo vago non portano segnali in uscita da tutto il cervello, ma in entrata verso il cervello.
“E’ come se il corpo raccontasse costantemente al cervello cosa sta succedendo: il cuore sta accelerando, lo stomaco è vuoto, l’intestino è irritato, la respirazione è superficiale. Il cervello riceve queste informazioni e adatta le sue risposte in base ad esse”.
Ansia: la superstrada della calma
Il nostro nervo vago è un po’ come la superstrada della calma, quando funziona bene ci aiuta a essere sicuri, presenti. Ma quando è sotto stress e non riesce a fare bene il suo lavoro ci sentiamo in allerta, agitati, con il cuore che corre e la mente che non si ferma. In poche parole, siamo in ansia.
Ma se percepiamo una minaccia, anche solo a livello inconscio, il sistema cambia marcia: entra in azione il sistema simpatico, quello della lotta o fuga. E’ qui che cominciano le sensazioni tipiche dell’ansia: respiro corto, cuore accelera, muscoli si tendono.
Al centro di questo meccanismo c’è sempre il nervo vago: Il suo ruolo è connesso all’equilibrio del sistema neurovegetativo e quindi alla sua funzione parasimpatica, cioè alla capacità di contrastare l’eccessiva attivazione prodotta dal sistema nervoso simpatico sui vari organi.
L’ansia non è una fragilità: è un segnale. Vogliamo intercettarlo?
“Capire tutto questo cambia il modo in cui vediamo l’ansia. Non più come un nemico da combattere ma come un segnale da ascoltare” chiosa il dottor Napoli. Invece di sentirci in colpa perché non controlliamo la mente possiamo incominciare a dirci “cosa sta cercando di comunicarmi il mio sistema nervoso”? Di cosa ha bisogno per sentirsi al sicuro?
Ecco perché l’ansia non è una colpa né un vizio. Parte dal corpo. Il nervo vago è uno dei più potenti strumenti attraverso cui il corpo e il cervello comunicano per mantenere salute, equilibrio e benessere emotivo. Non è solo un filo nervoso: è un canale che riflette il nostro stato interiore e lo trasmette alla mente.
Cosa possiamo fare perciò?
Il sistema SDrive e la salute cerebrale
Il test dei marcatori epigenetici SDrive rileva lo stato complessivo del nostro organismo dal bulbo del capello, ovvero il bio-marcatore più potente che abbiamo.
Questa tecnologia potentissima “fotografa” oltre 800 elementi fra cui salute cerebrale, Sonno, emozioni. Unitamente ad altri fattori, per il medico di medicina integrata risulta possibile unire i puntini e comprendere se il paziente si trova in stato di distonia neurovegetativa, se vi è una difficoltà del sistema nervoso che si riversa sulla salute psichica ma altresì sull’apparato immunitario. Se lo stress è cronico, esso si traduce poi in infiammazione e ossidazione cellulare, ponendo le basi per patologie anche gravi.
Perciò, quando sentiamo ansia, non pensiamo sia una fragilità o una debolezza: domandiamoci cosa ci sta dicendo il sistema nervoso.
