La ricerca sta indagando in maniera costante il nesso fra alopecia androgenica e fattori di impatto ambientale. Ovvero, fattori epigenetici.
Abbiamo di recente pubblicato una ricerca importante, uno studio di coorte coreano che ha identificato in maniera rilevante un nesso con il particolato sottile.
Qui portiamo un caso clinico risolto grazie al test dei fattori epigenetici SDrive e alla competenza del medico.

Alopecia: lo stato del paziente e il potere delle emozioni
Nel paziente 48enne, l’alopecia era subentrata a 28 anni dopo un forte stress, legato alla separazione dalla famiglia d’origine.
Poi, a questo evento erano seguiti una tiroidite di Hashimoto , ipertensione e diabete mellito.
I sintomi erano stanchezza cronica, sovrappeso pur con alimentazione corretta.
Alopecia e impatto ambientale: cosa ha rilevato il test dei fattori epigenetici
Il test del bulbo, svolto prelevando tre capelli alla radice sulla nuca, ha rilevato subito una forte riattivazione virale. Oltre a questo, erano segnalati con rilevanza lacuna di antiossidanti, interferenze ambientali, squilibrio di alcuni amminoacidi e minerali.

“I virus e i post virus sono i più forti disturbatori delle membrane cellulari –spiega il dottor Bartolomeo Allegrini, medico chirurgo, esperto di medicina interna e medicina funzionale– I virus non sono batteri, sono CODICI che si inseriscono nel nucleo delle nostre cellule”.

L’intestino inoltre è la sede del GALT, tessuto linfoide che è una componente fondamentale del sistema immunitario.
Ma al primo posto, il sistema segnalava le emozioni: “il paziente non aveva dimenticato l’onda patologica che ha 28 anni ha alterato il suo equilibrio”.
Riattivazione virale, un elemento sostanziale
Il fattore più importante, rilevato dal test, erano le virosi e post virosi evidenziate nella loro estensione. E poi confermate dalle analisi del sangue sulle riattivazioni, quindi eliminate con una terapia antivirale mirata. Oltre a questo, il medico ha coadiuvato la terapia con nutraceutici e infusioni, avendo in soli 3 mesi risultati impensabili dopo 25 anni di reiterazione delle problematiche.
Altri fattori di impatto ambientale nel caso di alopecia
Il test dei fattori epigenetici rilevava inoltre iper sensibilità ai campi elettromagnetici con relativo danno mitocondriale. “Il mitocondrio è centrale nella gestione dell’equilibrio metabolico cellulare. Inoltre veniva segnalato uno squilibrio nello zinco, che costruisce insulina. Il paziente per costituzione brucia molta energia, quando siamo ossidati i recettori per l’insulina saltano. Infine, l’asparagina (amminoacido) segnalava difficoltà di recupero”.

La detossinazione e il conseguente riequilibrio –anche emozionale- del sistema del paziente hanno portato, oltre al miglioramento generale dello stato di salute, a una scomparsa totale dell’alopecia.
