Rallentare l’invecchiamento non è una chimera, è un processo epigenetico. Come dice sempre Francesco Balducci, uno dei medici che parteciperanno al congresso del 13 settembre a Bologna, dalla Cellula alla Longevità, “la vecchiaia è la progressiva perdita di capacità di adattamento agli stimoli ambientali. Si diventa fragili”. Ma “la modalità con cui invecchiamo può essere modulata”. Perché “non conta l’età anagrafica ma quella biologica, anzi, mitocondriale”.
I mitocondri sono piccoli organelli all’interno della cellula che ne rappresentano il motore: a loro si deve la produzione di energia, in gergo ATP, che proviene dall’idrogeno (in arrivo dal cibo) e dall’ossigeno (aria che respiriamo). Oltre a questo ruolo, i mitocondri hanno quello di modulare la risposta delle cellule immunitarie sia ai patogeni, sia verso le cellule danneggiate.

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In questo articolo vi diremo 10 cose da non fare se vogliamo rallentare l’invecchiamento.
Ossidazione e glicazione sono i nostri nemici primari. Dobbiamo quindi evitarle.
Carne bruciata e alimenti sbagliati: glicazione
La carne bruciata genera la formazione di sostanze potenzialmente dannose per la salute, tra cui gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) come il benzopirene e le ammine eterocicliche. La pelle bruciata del pollo è fonte di AGE (Advanced Glication End Products) molecole dannose che si formano quando gli zuccheri nel corpo o nel cibo si legano a proteine o grassi senza l’aiuto di enzimi.
Questo viene provocato anche da cotture ad alta temperatura oltre i 200 gradi (la carne di manzo alla griglia contiene una quantità altissima di AGE).
2)Lo zucchero è nemico per eccellenza della nostra giovinezza. Esso si lega alle proteine e le “caramellizza”, diventando altresì dannoso non solo per la pelle ma per il sistema cardiovascolare. Il colesterolo, precursore di tutta la catena ormonale, è pericoloso quando è glicato o ossidato.

3) Le diete si basano spesso sulle calorie e non sull’indice glicemico degli alimenti. Alimenti come carote cotte, patate, zucca, barbabietola, riso bianco, la sera non andrebbero mangiati, perché il loro indice glicemico è elevato. Esistono numerose tabelle con l’indice glicemico degli alimenti: quello più alto è solitamente di pane e riso bianchi, patate lesse, dolci e bevande zuccherate.
Eccessi: troppo sport e stress fra le 10 cose da evitare per rallentare l’invecchiamento
4)L’eccesso di sport è un fenomeno pro ossidante e infiammatorio. il corpo dovrà difendersi ripristinando l’equilibrio ed evitando di cadere nello stress ossidativo.
Non a caso, il volto di atleti agonisti è spesso segnato da solchi profondi.
La crescita muscolare aumenta in modo considerevole il metabolismo e non basta la nutrizione per riequilibrare lo scompenso.
L’ossigeno è il principale elemento trasportato dal sangue ed è indispensabile per bruciare i grassi a scopo energetico, i quali possono seguire il loro destino metabolico preferenziale solo in sua presenza, cioè in maniera aerobica all’interno del mitocondrio nel ciclo di Krebs.
Alcune vitamine, come la C e la E sono antiossidanti che aiutano a prevenire la distruzione della membrana dei globuli rossi durante l’attività fisica intensa.
5) Lo stress cronico è legato a infiammazione e invecchiamento accelerato. Tanto che esiste la parola “inflammaging”, a definire come la flogosi porti con sé disfunzione mitocondriale, squilibrio del microbioma intestinale, malattie croniche. Lo stress, inoltre, influisce tantissimo sulla telomerasi.

I telomeri sono i “cappucci” che proteggono la parte finale dei cromosomi e che a ogni duplicazione cellulare si accorciano. Alcuni studi mostrano come su una popolazione di mamme che avevano stress cronico con figli portatori di handicap, i telomeri si siano accorciati notevolmente.
Vitamine e grassi che non possono mancare
Se vogliamo rallentare l’invecchiamento non possiamo mancare di alcuni nutrienti.
6)Gli acidi grassi Omega 3 sono preziosi per l’impalcatura delle nostre cellule. In particolare, per l’elasticità della membrana, che determina la produzione proteica.
7) La vitamina C offre benefici antiossidanti, supporta il sistema immunitario, aiuta a riparare i tessuti, sostiene la produzione di collagene la cui biosintesi è possibile solo in sua presenza.
Secondo un riesame del 2017 pubblicato su Nutrients, la vitamina C aiuta a difendere la pelle dai danni dei raggi UV e offre una protezione antiossidante. Secondo uno studio del 2020 pubblicato sul Journal of Cosmetic Dermatology, l’uso topico della vitamina C può aiutare l’elasticità, il colore, la morbidezza e la luminosità della pelle e può offrire supporto nella riduzione di rughe e di altri segni dell’invecchiamento cutaneo.
8) Il coenzima Q10 è un antiossidante che aiuta a produrre l’energia nelle cellule. In poche parole, sostiene i mitocondri. Fra i tanti studi, quello pubblicato su Scientific Reports nel 2019 mostra come il Coenzima Q10 aiuti a ridurre lo stress ossidativo –grande fonte di invecchiamento- e migliorare la funzione mitocondriale.
9) La carenza di vitamina D può contribuire all’infiammazione sistemica di grado lieve associata all’invecchiamento.
Grazie a uno studio del 2021 pubblicato sull’International Journal of Molecular Sciences si è scoperto che la vitamina D può aiutare a ridurre l’invecchiamento della pelle.
Dormire, dormire, dormire (negli orari giusti)
10)Quando siamo nel sonno profondo – che avviene fra le 23 e le 3 del mattino- il corpo va a pulire la matrice extracellulare. Un’assenza di sonno intossica il terreno e produce quell’ossidazione nemica di salute e giovinezza.
Anche in questo caso, i nostri mitocondri entrano in sofferenza. E la sofferenza mitocondriale si traduce in danno sui fibroblasti.
Possibilmente, è bene evitare l’utilizzo di dispositivi digitali in tarda sera, quando si è in fase melatonina e guardare programmi che hanno contenuti inidonei alla calma e al relax.
Sconsigliato –e decisamente pericoloso- dormire con il telefono cellulare attaccato alla presa poco distante. Gli smartphone sono veicolo di campi elettromagnetici che interferiscono con la vita cellulare, in particolare producono ossidazione massiccia. E, come abbiamo detto, ossidazione significa invecchiamento e patologia.
Chi volesse approfondire, troverà QUI l’articolo “Cellulari e cellule- campi magnetici e stress ossidativo”
Rallentare l’invecchiamento con il test dei fattori epigenetici
Come possiamo sapere quali nutrienti ci mancano? Se il nostro corpo è in stato di infiammazione o stress ossidativo? Se il nostro metabolismo degli zuccheri funziona bene?
La tecnologia SDrive, attraverso il bulbo di tre o quattro capelli, consente in soli 5 minuti di rilevare oltre 800 fattori epigenetici, in modo da orientare il medico alla corretta integrazione e a una anamnesi profonda.
Sdrive è in grado di leggere anche lo squilibrio di emozioni e sonno, oltre a tutti i sistemi del corpo, l’assetto di minerali, vitamine, amminoacidi e acidi grassi, le sostanze chimiche, i campi elettromagnetici. Elementi, questi ultimi, assolutamente pro ossidanti e, giocoforza, pro invecchiamento.
